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RONCOLE VERDI: guida storica
di don adolfo rossi

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RONCOLE VERDI: la chiesa parrocchiale S. Michele Arcangelo
di don adriano gervasoni

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PRESENTAZIONE

di Mons. Rino Guerreschi

Parroco di Roncole Verdi

 

La celebrazione del nono centenario della consacrazione della nostra Chiesa di Roncole Verdi ci ha dato il MOTIVO PRINCIPALE PER LA PUBBLICAZIONE di un volume che ne raccolga la storia e ne descriva la struttura ed i contenuti artistici.

Molte sono le cose che si possono dire, molte di più sono quelle che per noi abitanti di Roncole Verdi hanno significato ed importanza. Ci sono le date scolpite, le immagini e le strutture, le celebrazioni tradizionali, i ricordi e le varie trasformazioni che hanno lasciato segni chiari di vita e di fede.

Vogliamo insieme ripensare e riscoprire. Sarà utile e fecondo per noi e per tutti coloro che passando per Roncole hanno visitato e visiteranno la nostra Chiesa cercando «l'Organo di Verdi» e scoprendo che insieme a tale monumento nazionale possono ammirare anche una testimonianza di fede popolare non meno ricca e significativa.

Nel presente lavoro, e nella celebrazione pluricentenaria della nostra Chiesa, abbiamo comunque voluto evidenziare chiaramente il significato di CHIESA PARROCCHIALE: la continuità e la storicità della comunità dei credenti operanti da NOVE SECOLI in questo luogo. La fondazione, gli eventi fitti celebrati, le persone... Qui tutto ha lasciato IL SEGNO DELLA PIETÀ, DELLA FEDE, il che significa GUARDARE CON RISPETTO AL PASSATO, PER MEGLIO COMPRENDERE L'OGGI E PROTENDERSI NEL DOMANI.

Andando alla Chiesa si recupera la coscienza che SIAMO DESTINATI AL FUTURO GLORIOSO E DEFINITIVO e si assume l’atteggiamento del pellegrino. E ci si unisce nella coscienza di una fraternità che facendoci incamminare insieme rende il nostro pellegrinare più sereno e più gioioso.

Pensando inoltre alla particolare situazione del mondo attuale ed in particolare alla realtà soprannaturale per la quale la Comunità dei battezzati credenti in Cristo forma la CHIESA VIVENTE e IL LUOGO IN CUI DIO ABITA CON IL SUO AMORE E CON LA SUA GRAZIA, ci siamo lasciati guidare dal profondo desiderio espresso molto bene dalla preghiera eucaristica: «FA' CHE LA NOSTRA CHIESA SIA TESTIMONIANZA VIVA DI GIUSTIZIA E DI PACE, PERCHÉ TUTTI SI APRANO ALLA SPERANZA DI UN MONDO NUOVO».

Don Rino, Parroco

 

BIBLIOGRAFIA

1) Seletti • MEMORIA DI BUSSETO, Vol. 1.

2) Poggiali - STORIA DI PIACENZA, Vol. 1.

3) N. Pelicelli - BUSSETO, guida storico-artistica.

4) Hegel - STORIA DELLA COSTITUZIONE DEI MUNICIPI ITALIANI, Milano, 1861.

5) Pigorini-Strober- LE TERREMARE DELL'EMILIA, Torino, 1862.

6) Anonimo - RONCOLE, appunti storici, A. Secchi, Busseto, 1934.

7) Antonio Schiavi - LA DIOCESI DI PARMA, Parma, 1940, Vol. II, pg. 210

8)Adolfo Rossi - RONCOLE VERDI, guida storico-artistica, Fidenza, 1969.

9) Dario Soresina - ENCICLOPEDIA DIOCESANA FIDENTINA, Vol. II, Agraf, Fidenza, 1974, colonne 460/474.

10) Dario Soresina - ENCICLOPEDIA DIOCESANA FIDENTINA, Vol. III, Agraf, Fidenza, 1974, colonne 889/912.

11l) G. Ponzi - A RONCOLE VERDI: UN AFFRESCO DEL SEC. XVI, in «Risveglio» 1976, n. 4.

12) Carlo Soliani - NELLE TERRE DEI PALLAVICINO, Vol. II/1 Cassa di Risparmio, Parma, 1989, Pagg. 5-9-13-16-30-39-73/75-184-206-321-324-326-327- 334-339-344-345-358/60-370-416-435

13) Carlo Soliani - NELLE TERRE DEI PALLAVICINO, Vol. 1/2, Cassa di Risparmio, Parma, 1959, pagine 249-255.

 

TERMINI TECNICI USATI NEL VOLUME

ABSIDE Struttura architettonica a forma diversa, fornita di volta a catino, a chiusura delle navate di una Chiesa.

ALTARE                Mensa sulla quale viene celebrata l'Eucaristia. Sotto di essa vengono poste le reliquie dei Martiri.

ARCONE               Struttura architettonica portante, a sezione longitudinale superiormente curvilinea, di solito con di estremi impostati su stipiti o colonne.

ARCHIVIO           Luogo di raccolta ordinata e sistematica di atti e documenti importanti per la vita di una comunità.

ARREDI                Pezzi di completamento o di abbellimento per il servizio in un dato ambiente.

AFFRESCO           Pittura eseguita con vari procedimenti sull'intonaco ancora fresco di una parete.

CARTIGLIO         Raffigurazione, dipinta o scolpita, di un rotolo di carta contenente un'iscrizione, o anche priva di essa.

FRONTONE         Coronamento architettonico a forma di triangolo, a volte spezzato.

LUNETTA             Superficie di muro lasciata libera dall'imposta semicircolare di una volta.

NAVATA               Divisione longitudinale di una Chiesa, cosi definita per la caratteristica forma a stiva di nave.

PORTALE             Elemento archi tettonico composito con ingresso alla Chiesa.

PRESBITERIO     Zona della Chiesa riservata al Clero.

ORGANO LITURGICO      Strumento musicale ad aria. dotato di canne, somiero, tastiere e pedaliere, con registri riproducenti i vari timbri degli strumenti musicali.

TABERNACOLO  Edicola chiusa in cui si conserva l'Eucaristia.

SAGRESTIA         Locale attiguo alla Chiesa nel quale si custodiscono gli arredi sacri.

 

INTRODUZIONE

Vi sono vari modi di accostarsi ad una Chiesa: da turisti, da visitatori interessati, da appassionati d'arte, da storici, da fedeli che da secoli frequentano quel tempio per esprimere la loro convinzione religiosa.

Perché dunque vogliamo interessarci della Chiesa parrocchiale di Roncole Verdi? Per riscoprire, attraverso i secoli, il volto di una comunità cristiana che in Roncole ha vissuto e vive le sue esperienze, i suoi momenti belli e meno belli, gravitando - come in tutti i nostri paesi - attorno alla propria Chiesa.

Ciò che ci preme più di tutto è - ripercorrendo la storia della Chiesa di mattoni - evidenziare IL CAMMINO DELI.A CHIESA FATTA DI PIETRE VIVE, I BATTEZZATI.

Il ricercatore pignolo potrebbe avanzare qualche dubbio sulla precisione storica della data dell'8 maggio 1094 come giorno della consacrazione della Chiesa di Roncole; ma sarà bene fare, oltre a quella accennata sopra, alcune precisazioni:

1- DEDICAZIONE DELLA CHIESA: SAN MICHELE ARCANGELO. Tutti sanno che tale dedicazione risale ai tempi dei Longobardi i quali convertiti al Cristianesimo, vedevano nell'Arcangelo «difensore di Dio contro Satana» - personificata la loro virtù militare e la forza della Fede. In tutta l'alta Italia, popolata dai Longobardi. Furono centinaia le Chiese dedicate a S. Michele tra l'ottavo ed il decimo secolo. Questo farebbe supporre fondatamente che a Roncole vi era una Chiesa ancor prima della data che ci interessa.

2- LA TRADIZIONE CRISTIANA LOCALE. Il fatto che per molti secoli ininterrottamente si sia celebrata la data della consacrazione della Chiesa l'8 maggio, riferendosi sempre al 1094, depone a favore della certezza di tale data; se fosse stato un dato molto incerto, la nostra gente lo avrebbe ben presto abbandonato, come avvenne in molti casi... La gente di Roncole, che ha sempre pacificamente accettato questa data, ha da lungo tempo fissato «convenzionalmente» il dato, e ad esso intende restare fedele.

3- ESISTE UNA BOLLA DI PAPA CELESTINO III DEL 4 MAGGIO 1196 che cita la Chiesa di S. Michele in Roncole. Il Pontefice non avrebbe certo dato importanza a tale Chiesa se essa non fosse stata già funzionante e di significativo rilievo sul territorio da parecchi anni...

4- RICERCHE DI ARCHIVIO condotte in passato da diversi ricercatori diocesani e non (e qui vale la pena di ricordare l'opera meticolosa e paziente di Dario Soresina) concordano tutte nel ritenere ragionevolmente fondata la data dell'8 maggio 1094.

Con tutto ciò non vogliamo certo affermare dogmi. Ripetiamo che scopo primario delle celebrazioni di questo 1994 ed anche di questa pubblicazione è RISCOPRIRE IL VOLTO VIVO DELLA CHIESA VIVA CHE È IN RONCOLE VERDI.

 

La Chiesa parrocchiale di Roncole Verdi va compresa secondo alcuni valori di fondo.

Essa è prima di tutto UN DOCUMENTO DI FEDE.

E’ stata infatti voluta e costruita come segno della presenza di Dio in questo luogo. Nella Chiesa Dio si rivela al suo popolo nella Sua Parola e nelle Azioni liturgiche. Qui il popolo si raduna per innalzare al Padre le sue preghiere e vivere i principali momenti dell'esperienza cristiana. Il tempio di mattoni è immagine concreta della Chiesa fatta di persone, tempio di Dio edificato con pietre vive, uomini e donne che nei secoli hanno vissuto a Roncole Verdi la loro laboriosa esistenza.

Nella Chiesa nasce, cresce e si sviluppa la vita cristiana che accompagna la crescita morale e spirituale di ogni persona.

I Sacramenti in essa ricevuti, dono di Dio, segnano date che incidono nella vita di ogni abitante, di ogni cristiano. La Chiesa è il luogo che ognuno di noi ricorda con affetto, e la memoria che di essa portiamo in noi rinnova in ognuno la grazia ricevuta come forza e luce che ci guidano nel cammino della vita.

Il suo campanile è come un segno elevato nelle nostre campagne, per ricordarci che non di solo pane vive l'uomo...

Fin dal primo formarsi della comunità locale, la Chiesa di Roncole Verdi ha costituito il polo essenziale di aggregazione della popolazione, che dai primi testimoni della Fede ha ricevuto l'annuncio del Vangelo ed attraverso i secoli lo ha trasmesso a noi, arricchendolo di usi e tradizioni, di mirabili opere d'arte, di preghiere e devozioni di tutto rispetto, da riscoprire, riorientare a Cristo e vivere con la semplice ma granitica «fede dei Padri».

E’ «la mia Chiesa». Così ciascuno di noi ama ricordarla, quasi per appropriarsi di tutta la storia che la Chiesa ha guidato attraverso i secoli ed affidato a coloro che sono «suoi» fedeli per tutta la vita e che tali continueranno ad essere per le generazioni future.

 

2. Essa è un DOCUMENTO DI STORIA.

Accanto al valore religioso, primario, la Chiesa parrocchiale di Roncole Verdi costituisce un prezioso documento di storia locale. Una storia che se ha nel «cigno di Busseto» che in Roncole ebbe i natali, una delle più vive espressioni, è tuttavia la narrazione quotidiana della vita dura cd operosa della nostra gente, dedita per secoli alla fiorente agricoltura della zona. La Chiesa parrocchiale ha visto avvicendarsi alla sua ombra decine e dedite di generazioni, condividendone giorno per giorno le attese, le gioie, le ansie, i dolori. Fra le sue mura ha più volte accolto la gente del luogo che qui si rifugiava per sfuggire agli invasori medievali, alle truppe mercenarie venute da Oltralpe, ai Francesi e agli Spagnoli, agli Austriaci (e ne è buona testimone una lapide posta sul campanile!). Fra le sue mura ha più volte accolto le famiglie che si radunavano per prendere decisioni comuni, quando ancora non c'era alcun ambiente sociale: fra le sue mura - possiamo facilmente argomentarlo - ha accolto pellegrini, viandanti, poveri che cercavano un rifugio nelle loro peregrinazioni...

Qui sono passate migliaia di bambini in festa per la Prima Comunione e la Cresima; qui hanno festeggiato le loro nozze centinaia di famiglie; qui la gente di Roncole ha dato l'addio a tanti amici...

E’ dunque una preziosa memoria da conservare, ornare, abbellire e vivificare con l'«assidua presenza...».

 

3. Essa è un DOCUMENTO DI ARTE.

Lo è nelle strutture quasi millenarie; lo è negli arredi sacri che custodisce; lo è per le mirabili tele ed affreschi che ne ornano le pareti, documentazione visiva della Fede e delle tradizioni cristiane della nostra gente, che anche mediante l’arte ha inteso lasciarci la testimonianza di una Fede semplice, ma radicata e solida, che per secoli ha orientato la vita della popolazione locale.

Arte e cultura sono richiami forti ai valori espressi e tramandati attraverso tanti secoli. Sono richiami forti ad un'origine che ci onora e ci impegna a non perdere tanta ricchezza di Fede e tanti doni che qualificano la nostra vita e responsabilizzano la nostra comunità religiosa e civile.

Cosa ricorderanno di noi le generazioni future?

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Sono dunque molti i motivi di riflessione che ci devono interessare mentre ci accostiamo a questa bella e storica Chiesa parrocchiale.

Ed è gradito compito poter parlare di lei, per ritrovare la storia autentica della nostra gente.

 

ALCUNE PAGINE DI STORIA DEI LUOGHI RONCOLESI

L'antichità - sia pure relativa - della Chiesa parrocchiale di Roncole Verdi invita a ricercare le tracce dell'insediamento umano nella zona. Da quando Roncole ed il suo circondario sono effettivamente abitati?

Le prime tracce rinvenute della presenza umana sul nostro territorio si possono far risalire all'età del bronzo. I principali insediamenti e nei finora ritrovati sono quelli di Casaroldo di Samboseto, Castione Marchesi e Montà di Roncole, tutti e tre attribuiti all'epoca delle terremare ed a quella civiltà, presente nella Emilia occidentale durante il secondo Millennio avanti Cristo.

La terramara presentava villaggi all'aperto, costruiti in genere su palafitte, con capanne di forma rotonda, recintati da terrapieni ed altre difese contro le inondazioni del Po, allora senza argini, e contro le invasioni di popolazioni limitrofe, in questi insediamenti attività prevalente era la caccia, ma i terramaricoli si impegnavano anche nei lavori agricoli sulle terre circostanti e nell'allevamento del bestiame. Della civiltà del tempo abbiamo molti reperti in ceramica a superficie nera o grigiastra con speciale decorazione a cordoni: tra i bronzi sono tipici raschietti e rasoi a decorazione traforata ed anche alcuni tipi di anni a margini rialzati.

Il fatto che attorno a Roncole Verdi siano state individuate alcune importanti terremare fa ritenere che anche la nostra località fosse abitata e coltivata per la sua posizione geografica, la fertilità del terreno e la non difficile difendibilità.

Il persistere di abitanti in località Roncole diventa certezza in epoca romana, sia per il toponimo del paese, derivante dal latino «runcare», dissodare, mettere a coltivo, sia per i molti reperti apparsi in passato in vari luoghi nei pressi del centro della frazione, a cominciare dalla zona del podere “Le Piacentine», nel quale si sono ritrovati insediamenti di una certa importanza.

Che la zona in epoca romana fosse abitata lo si può dedurre anche dalla sistemazione agraria dei terreni roncolesi, nella quale non è difficile vedere il reticolato tipico della centuriazione romana.

Schema di centuriazione delle nostre terre

 

La centuriazione era il metodo tipico con il quale Roma assegnava le terre ai veterani del suo grande esercito. Essa consisteva nella suddivisione delle terre in quadrati risultanti di cento parcelle (di qui il nome di «centuriazione») o sortes, di due iugeri ciascuna. Lo iigero era un appezzamento di terreno di circa 2.500 metri quadrati.

Ad ogni assegnatario gli appezzamenti venivano consegnati dai rappresentanti di Roma dopo attenta misurazione eseguita dai gromatici, che oggi chiameremmo periti agrimensori. Naturalmente la estensione del terreno affidato veniva considerata in rapporto al numero dei componenti la famiglia del colono, cosi che ogni famiglia ne avesse a sufficienza per le sue necessità e fosse in grado di lavorare proficuamente la terra assegnata.

Ma chi venne inviato in queste zone?

Roma aveva fondato da poco le colonie di Piacenza e Cremona, e doveva garantirsi una presenza fedele nelle terre al di qua del Po. In queste terre la capitale inviava veterani del suo esercito di indubbia fedeltà, di chiara e riconosciuta «romanità», cioè di accertata origine romana quanto a cittadinanza. Poichè tali persone provenivano in genere dalle precedenti «colonie» furono chiamati «coloni» appellativo che è tuttora in uso.

A questi assegnatari delle terre dello Stato, Roma riconosceva la «latinitas» con tutti i diritti giuridici annessi: il IUS CONNUBII, il IUS MIGRANDI, il IUS COMMERCII. Rarissimo era il IUS COMMERCII, segno che la zona offriva possibilità di fiorenti scambi commerciali, fonte di lucro e sostentamento che si intendeva assicurare ai coloni trasferiti nella zona.

Dove prendevano dimora i coloni? Certo in zone sicure per la salute e per la difesa, non certo in posizioni a rischio. Se dunque attorno a Roncole si sono trovati reperti romani, il paese era una zona sicura e abbastanza tranquilla... per quei tempi!

La fertilità del suolo e la relativa tranquillità di vita spinsero i coloni a sviluppare un'agricoltura razionale, con alternanza di coltivazioni, canalizzazioni ed altre opere ancora valide, sia per bonifica sia per facilitare le comunicazioni ed il conseguente trasporto dei prodotti locali.

Passarono i secoli, e troviamo ancora ricordata Roncole con toponimi che indicano chiaramente il passaggio della civiltà bizantina (si veda il nome «Pulgaro» luogo fortificato, fornito di torri) ed il consistere in loco quindi di una comunità umana.

In seguito vennero i longobardi, e della loro presenza si ha traccia nelle particolari devozioni cristiane che tale popolo portò con sé: prima fra tutte quella a S. Michele, al quale è dedicata la Chiesa parrocchiale.

Nel 1200 Roncole diventa parte integrante dei possedimenti di Casa Pallavicino, alla quale apparterrà fino al decadere della struttura sociale feudale.

Dopo l'avvento di Napoleone il paese, come frazione di Busseto, entra far parte del Dipartimento del Taro.

Caduto Napoleone. sempre come frazione di Busseto apparterrà al Regno d'Italia prima ed alla Repubblica Italiana dal 1945.

 

IL CRISTIANESIMO A RONCOLE

Un'abbazia monastica medievale. Da una di queste i monaci vennero anche nelle nostre zone

 

Un accurato studio del tema ci condurrebbe molto lontano, al di là dei limiti di questo volutile. A noi basti ripercorrere le tappe fondamentali, desunte dalla storia e dai documenti che abbiamo potuto consultare.

Non è difficile pensare che il primo annuncio cristiano a Roncole sia pervenuto tramite i «coloni» ai quali venivano assegnate le terre da Roma. Provenienti dalla Capitale o dai campi militari dove avevano sentito parlare di Cristo e del Vangelo, arricchiti dalla testimonianza di molli Fedeli e martiri conosciuti forse personalmente, i primi coloni romani portarono anche qui il Vangelo. incontrandosi dapprima nelle loro modeste abitazioni e dopo l'Editto di Costantino (313) riunendosi pubblicamente in un luogo comune.

Notevole impulso alla diffusione del cristianesimo in loco lo diedero certamente i successivi insediamenti longobardi, e - come abbiamo accennato - ne è prova la devozione a S. Michele arcangelo, cui è dedicata la Chiesa parrocchiale, e ad altri Santi martiri appartenenti alla gerarchia militare, attività alla quale i longobardi erano dediti per gran parte della loro vita.

E’ molto probabile che già in quei tempi esistesse in Roncole una piccola Chiesetta o Cappella cristiana, di cui però non abbiamo alcuna traccia.

Solo alla fine dell'undicesimo secolo (1094) appare un documento nel quale si nomina la Chiesa parrocchiale di Roncole.

Da quel momento la popolazione ebbe la «sua» Chiesa, luogo di incontro religioso e sociale per tutti. E come avveniva in tutti i paesi, certamente anche qui le decisioni comuni vennero prese in Chiesa, unico luogo nel quale la popolazione tutta poteva incontrarsi per discutere e decidere insieme.

 

 

LA CHIESA PARROCCHIALE

Una pagina di storia

Secondo uno storico fidentino del secolo scorso, il Pincolini, Roncole avrebbe avuto una Chiesa sicuramente agli inizi del secolo XI, esattamente nel 1004, fatta costruire a spese proprie da Adalberto Marchese di Massa, feudatario del luogo. Allo stesso si deve la erezione dell'Abbazia di Castione Marchesi.

La Chiesa fu però consacrata ben 90 anni dopo, l'8 maggio 1094; da allora, in tale data. si celebra ogni anno la festa della dedicazione. In una Bolla pontificia di Celestino III in data 4 maggio 1196, diretta al Prevosto di San Donnino in Fidenza, il Sommo Pontefice cita tale Chiesa come S. Michele dei Ronchi. Da antichi Atti ecclesiastici della Curia di Parma appare segnata con una «B» maiuscola davanti al titolo, a significare la dignità di tale Chiesa come «battesimale» cioè dotata di Fonte per l'amministrazione del primo Sacramento della iniziazione cristiana. Un privilegio riservato alle Chiese di maggiore importanza. Anche per questo Fu per molti anni «Chiesa matrice».

La zona di Roncole, territorialmente inclusa nella circoscrizione della Pieve di S. Andrea, ma probabilmente passata sotto il controllo di Borgo San Donnino in epoca molto antica, dovette entrare a far parte ufficialmente della Diocesi di Parma in seguito ad accordi per la definizione dei confini tra Parma e Cremona nel 1226. Questa ipotesi sembra confermata da una notizia che troviamo nelle carte dell'Archivio parrocchiale di Roncole a firma del Prevosto locale Prandi (1784) e che dice testualmente «Questa Chiesa, dedicata a S. Michele, è una di quelle che furono smembrate dalla Diocesi di Cremona». Mancano però altri documenti a conferma dell'affermazione del Prandi. Nel 1230, nel catalogo delle Decime del Vescovo parmense Grazia, la Chiesa di S. Michele di Roncole risulta essere fra le cappelle della Pieve di Borgo San Donnino soggetta direttamente al Vescovo di Parma, ed avere una certa dipendenza dalla Chiesa di S. Maria di Soragna.

Dopo la costituzione della nuova Diocesi di Borgo San Donnino (Fidenza) nel 1601, la Chiesa di Roncole appare sede di Vicariato foraneo, avendo alle dipendenze quelle di Frescarolo e di Semoriva.

Il territorio parrocchiale, inizialmente molto esteso, fu ridimensionato nel 1480 can la costituzione della Parrocchia di Semoriva, e nuovamente nel 1926 con quella di Madonna dei Prati.

Significativo dell'importanza pastorale della Chiesa di Roncole è anche il titolo del parroco, da sempre appellato «Prevosto», cioè Capo di un Collegio di sacerdoti addetti alla cura pastorale di una vasta zona territoriale con diverse Chiese cui accudire.

Nella Chiesa parrocchiale, fin dai primi anni del 1600, vennero costituite alcune Confraternite. Associazioni di laici cristiani, aventi scopi caritativi e di formazione spirituale intensa per i Confratelli ad esse appartenenti.

Troviamo cosi la CONFRATERNITA DEL SS. SACRAMENTO, avente quale scopo principale l'adorazione all'Eucaristia e la sua sempre maggiore valorizzazione.

Viene poi la CONFRATERNITA DEI. S. ROSARIO, che aveva come motivo fondamentale la devozione mariana e la diffusione della recita del S. Rosario, propagandate specialmente dai Padri Domenicani. Questa Confraternita fu istituita il 4 maggio 1 604 cd era aggregata all'Arciconfraternita di Roma.

Infine, la CONFRATERNITA DELLA MADONNA DELLA CINTURA, che accanto alla devozione mariana aveva particolarmente a cuore l'assistenza alle future mamme, specie se povere.

Anche se non è menzionata, dobbiamo poi considerare presente la Confraternita della Dottrina, voluta espressamente dal Concilio di Trento presso ogni Chiesa parrocchiale e dotata del Fonte battesimale. Ad essa appartenevano uomini e donne della parrocchia impegnati nella catechesi ai ragazzi.

 

 

PER UNA VISITA ALLA CHIESA

La facciata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La costruzione attuale fu ricostruita sulla base di un edificio preesistente ed in epoche diverse rimaneggiata. La facciata si presenta attualmentc in stile barocco, e risulta costruita nel 1610, con la tipica ripartizione in tre spazi, con tetto a spiovente e frontone triangolare dotato di rosone centrale semplice.

Immediatamente sotto il frontone, finestra trifora con luce centrale ad arco a tutto sesto e due luci laterali rettangolari. Portale centrale rettangolare sormontato da cimasa ad aggetto. Due porte laterali più piccole sormontate da piccole finestre rettangolari. Nessun fregio particolare orna la facciata.

 

Il campanile

Bella costruzione a pianta quadrata, forse unico resto della Chiesa medievale, di media altezza, con cella campanaria fornita di quattro finestre bifore con piccolo rosone nella lunetta superiore di ciascuna.

In un dipinto della fine del 1700 il campanile appare cuspidato, forse per rimaneggiamento precedente. In seguito fu riportato alle linee originarie ed antiche.        

Nella costruzione. come ricorda una lapide apposta all'esterno (nel 1913) si rifugiò la mamma di Giuseppe Verdi con il suo piccolo, per sfuggire alle truppe di invasione austriache, nel 1814.

 

L'interno

Si presenta come un ambiente a tre navate, con volta a botte, divise da pilastri rettangolari uniti fra loro da archi a tutto sesto. Nel 1964, per interessamento del Parroco don Adolfo Rossi, la Sovrintendenza ai Monumenti per l’Emilia effettuò il restauro del Tempio, portando alla luce una serie di affreschi che illustriamo in questa pubblicazione.

 

S. Pellegrino Laziosi

Sulla parete interna della facciata, notiamo due grandi tele: a destra della porta maggiore, dipinto ad olio raffigurante S. PELLEGRINO LAZIOSI da Forlì, vissuto dal 1265 al 1345, religioso della Congregazione dei Servi di Maria. Il Santo vi è raffigurato nel momento in cui Cristo Crocifisso gli appare durante la preghiera e lo guarisce da una piaga alla gamba destra, conseguenza della sua abituale penitenza, che lo portava a non sedersi mai. La tela, del secolo XVII, si trovava probabilmente nella Casa religiosa dei Servi di Maria, in Soragna, e fu portata a Roncole Verdi quando detta Casa venne soppressa e demolita.

 

Immacolata e santi

A sinistra, di Pietro Balestra (1758-1805) IMMACOLATA E SANTI. La Vergine vi appare con il capo aureolato da dodici stelle, il bel volto rivolto al cielo in atteggiamento estatico, le mani conserte sul seno, avvolta in un ampio e ben panneggiato abito, il piede sinistro appoggiato su falce di luna ed in atto di schiacciare la testa al serpente. Alcune testine di putti in alto, un angioletto a tutto tondo in basso. A destra della Madonna, S. Sebastiano, il corpo seminudo, la mano sinistra appoggiata sul petto. A sinistra S. Rocco, in ginocchio, vestito degli abiti caratteristici del pellegrino. Un cerchio di nubi sorregge i tre personaggi.

In basso, a sinistra per chi guarda, S. Antonio di Padova, in ginocchio, in atteggiamento di venerazione, con l'inconfondibile giglio ai piedi; a destra S. Margherita da Cortona. Fra i due, particolare degno di attenta nota, la Chiesa parrocchiale di Roncole, con il campanile terminante a cuspide anzi che come l'attuale. Sul collare di un cane raffigurato nell'angolo. la data di esecuzione della tela (1787).

 

Fonte battesimale

Su lato destro della Chiesa, appena varcato l'ingresso, notiamo il piccolo ambiente destinato ad accogliere il Fonte battesimale: una struttura modesta, resa celebre però dal fatto che a tale Fonte venne battezzato Giuseppe Verdi l’11 ottobre 1813, come risulta dai Registri parrocchiali. Nel 1963, a cura del gruppo Verdiano «Grotta MaFalda» di Parma vi fu posta in opera una vetrata istoriata con il Battesimo di Gesù.

 

AFFRESCHI SULLA PARETE DESTRA

Avanzando verso l'altare della navata destra, possiamo ammirare sulla parete della Chiesa una serie di affreschi della Fine del secolo XV inizi del XVI, testimonianza della vetustà di queste mura e delle antiche tradizioni religiose della gente di Roncole. Per secoli le pitture rimasero nascoste agli occhi dei visitatori causa l'imbiancatura delle pareti, più volte ripetuta dopo la peste del 1630. Fortunatamente il colore non ha intaccato i pregevoli affreschi.

Immediatamente a sinistra del Fonte Battesimale, traccia di affresco con l'«ECCE HOMO», soggetto che verrà ripreso da molti pittori famosi alcuni anni più tardi.

 

La pietà

Possiamo quindi ammirare un affresco, nel quale appare la classica scena della PIETÀ: la Vergine vi appare recante in grembo il Cristo morto in posizione di totale abbandono. Alla destra di Cristo la Maddalena, il capo posato sul braccio inerte di Gesù e le mani in alto di sorreggere pietosamente lo stesso braccio; a sinistra Giuseppe di Arimatea, recante fra le mani tre chiodi della crocifissione.

Tutto il dipinto, malamente restaurato nei secoli passati, è stato scoperto il 9 luglio 1800, ripulito in anni recenti e opportunamente consolidato.

 

Adorazione dei magi

Più avanti, in alto, affresco con l'ADORAZIONE DEI MAGI. Sotto un rustico tetto che richiama la capanna di Betlemme appare la Madonna in ginocchio con le mani giunte in atto di adorazione del Bambino, la cui figura era centrale nel dipinto ma è andata totalmente perduta.

Sulla destra dell'affresco, S. Giuseppe, pure in ginocchio ed in adorazione. In alto la scritta «Qucm genuit adoravit - adorò Colui che aveva generato», evidentemente riferito alla Vergine Maria.

 

S. Giovanni Battista

Notiamo quindi, in basso, la figura di GIOVANNI IL BATTISTA: un chiaro riferimento al ruolo battesimale della Chiesa ed un segno della forte devozione al grande Precursore di Cristo.

 

Madonna in trono

Leggermente spostato sulla sinistra, più in alto, un altro affresco con LA MADONNA IN TRONO CON IL BAMBINO, rappresentato questa volta completamente ignudo e ritto in piedi sulle ginocchia della madre. Identica la scuola di origine del dipinto, che sulla parte sinistra appare totalmente cancellato. Fu scoperto il 20 luglio 1924.

 

Madonna e santi

Sopra S. Giovanni Battista, in un ampio riquadro, mirabile affresco raffigurante LA VERGINE CON IL BAMBINO, S. FRANCESCO D'ASSISI E S. ANTONIO DI PADOVA. Belle e delicate le figure, maestosa la Madonna, in atteggiamento estatico ed orante i due grandi Santi cari alla devozione popolare, commovente il Bambino delicatamente adagiato nel grembo della Madre. Una scena altamente poetica e di sicuro effetto sul popolo. L'opera, come la precedente, appare della fine del sec. XV inizi del XVI, ed è di scuola cremonese.

 

La Vergine con il bambino

Altro bell'affresco di epoca inizi del cinquecento lo possiamo ammirare sulla parte interna del pilastro tra la seconda arcata e la terza di destra della Chiesa.

Vi è rappresentata una maestosa e nel contempo dolce figura della Madonna, dall'abito riccamente drappeggiato, recante, ritto in piedi sul ginocchio destro e del tutto nudo, il Bambino Gesù con la mano destra alzata in atto di benedire.

Con la sinistra, la Madonna regge una rosa; l'atteggiamento del volto e lo sguardo che Maria volge al Figlio denotano tutta la tenerezza della Madre di Dio verso un così grande Figlio.

San Lorenzo

Contrapposto all'affresco sopra descritto, nella parte del pilastro che guarda verso la navata centrale, SAN LORENZO diacono e martire. con i caratteristici paramenti diaconali e la graticola, simbolo del suo martirio.

La figura appare piuttosto sbiadita e usurata dal tempo, ma anch'essa risale ai primi anni del Cinquecento.

Gli affreschi che finora abbiamo ammirato sono una chiara testimonianza della radicata, profonda devozione dei Roncolesi alla Vergine Maria e della loro Fede nei grandi Misteri e fatti della Redenzione narrati dal Vangelo. Le opere furono restaurate dal prof. Renato Pasqui, su incarico delle Sovrintendenze alle Belle Arti di Parma, nel 1964.

La cappella laterale destra

Dove però la devozione roncolesc si esprime quasi in una mirabile sintesi è nella piccola Cappella laterale destra rispetto al Presbiterio centrale. Qui infatti restiamo ammirati davanti ad un grande affresco, che occupa tutta la parete di fondo sopra l'altare, nel quale sono raffigurati LA VERGINE MADRE CON I SANTI DONNINO, SEBASTIANO, ROCCO E MICHELE.

In alto, a sottolineare la grandezza della Maternità divina di Maria, la colomba dello Spirito Santo.

L'affresco è una preziosa testimonianza di tanti valori, religiosi, culturali, storici della gente di Roncole. Oltre a rimarcare ancora una volta la devozione per Maria, venerata come Vergine e Madre, il dipinto ci presenta una delle più antiche iconografie di San Donnino, patrono principale della Città e della Diocesi di Fidenza. Quando però il dipinto veniva eseguito, la Diocesi non era ancora stata costituita. E’ dunque ancor più valido come testimonianza della Forte devozione della gente del luogo per il nostro Martire. Accanto a lui S. Sebastiano e S. Rocco, due dei Santi «intercessori» particolarmente invocati contro la peste ed altre pericolose malattie del tempo. A destra S. Michele arcangelo. caratteristica espressione della devozione longobarda, e patrono principale di Roncole Verdi. Quasi un segno dell'antica esperienza cristiana degli abitanti del paese, e della loro volontà di essere difesi da colui che da sempre è invocato come difensore della Chiesa universale.

L'opera, che ha risentito naturalmente dell'usura del tempo e del particolare clima della località, è stata recentemente restaurata e si presenta al visitatore in una decorosa bellezza. Può essere attribuita all'ambiente pittorico cremonese degli inizi del Cinquecento, ma non si è ancora potuti giungere ad una precisa identificazione dell'autore.

 

I.A NATIVITA’ - Affresco sulla parte destra della Cappella laterale destra.

 

SERIE DI AFFRESCHI SULLA PARETE DESTRA DEL PRESBITERIO

 

Durante i lavori di restauro e consolidamento eseguiti dalla Soprintendenza ai Monumenti nel 1964 vennero alla luce, sulla parte destra del presbiterio centrale, diversi affreschi di indubbio valore artistico e storico, che qui presentiamo, partendo da destra.

In basso, appena sopra la porta che immette alla sagrestia, appare una serie di personaggi fra i quali si individuano un Vescovo ed un cavaliere o nobile al suo fianco. Queste figure sono di difficile lettura, ma ciò che colpisce è la loro definizione in uno strato di affreschi che risultano anteriori a quelli più visibili che stiamo per descrivere, segno che esistevano anteriormente a questi. E poichè questi sono dei primi anni del secolo XVI, ne consegue una datazione anteriore dei precedenti.

I santi Sebastiano e Rocco

Da sempre la nostra gente ha venerato questi due Santi, invocati in modo particolare come protettori contro le varie pestilenze che nei secoli passati tormentavano le popolazioni. Nella scena affrescata, a destra S. Sebastiano, le mani giunte nella preghiera, i piedi legati, il corpo trafitto ripetutamente da frecce, dalle cui ferite sgorga copioso il sangue del martire. A sinistra S. Rocco, nel caratteristico abito da pellegrino, il bastone da cammino in mano, la mano sinistra poggiata sulla coscia ferita da una piaga, secondo la rappresentazione iconografica tipica del tempo. I due Santi sono rappresentati sotto un arco a festoni con sfondo a fiori, quasi ad esaltarne la figura e la dignità. Lo stesso soggetto era affrescato anche più in basso a destra. Se ne vedono solo tracce.

La crocifissione

Sopra la precedente scena, al centro, LA CROCIFISSIONE, descritta dagli autori dell'affresco secondo le caratteristiche del tempo della composizione.

A destra S. Giovanni Apostolo, avvolto in ampio abito e mantello di colore scuro, le mani poste in atteggiamento da una parte di invito a guardare al Crocifisso, dall'altra quasi a trasmettere a noi il valore di quel sacrificio.

Al centro Cristo Crocifisso, con il capo reclinato sulla spalla destra, raffigurato con discreto senso delle proporzioni e con molto realismo.

A sinistra la Madonna, le mani giunte in preghiera rassegnata, quasi contemplativa, il corpo avvolto in ampio mantello scuro.

Sullo sfondo, vagamente definito il paesaggio con tratti molto semplici. La scena fissa per la gente di Roncole una delle più sentite devozioni popolari: quella al Crocifisso.

La Madonna regina, La Vergine madre

Alla sinistra del Calvario, un po' in basso rispetto ad esso, con una cornice simile a quella clic racchiude i santi Sebastiano e Rocco. LA MADONNA REGINA E MADRE. Due figure di Angeli sorreggono una corona sopra il capo di Maria, che ci appare in una posa di ieratica maestà, avvolta in un manto tipicamente regale damascato di fiori.

Con la mano destra la Vergine sorregge, appoggiato sul suo ginocchio materno, Gesù Bambino. Attorno al collo del Bambino e fra le mani di lui e della Vergine due corone del Rosario.

Da un lato possiamo arguire la devozione alla Regina del Cielo, dall'altro la non meno sentita devozione della gente di Roncole alla preghiera del Rosario.

Sul pilastro a sinistra dell'altar maggiore, LA VERGINE MADRE in atto di allattare Gesù Bambino. Soggetto di estrema delicatezza ed altamente suggestivo per il fedele e per il visitatore.

L'altare maggiore

L'altare maggiore, neoclassico, è in marmo rosso di Verona con bordi in bianco di Carrara e formelle in marmi pregiati. Venne edificalo sotto il Prevosto Carlo Balestra nel 1942 e fu consacrato da S. E. Mons. Mario Vianello Vescovo della Diocesi.

Il calvario

Il Venerdì Santo, quando l'altare secondo le norme liturgiche viene spogliato di tutti gli arredi che lo ornano abitualmente, immediatamente alle sue spalle viene innalzata la scena del Calvario, secondo antiche usanze. La tela è opera di Girolamo Magnani, noto artista scenografo fidentino del secolo scorso, al quale si devono affrescatura e fondali del Teatro Comunale di Fidenza, che la città gli ha dedicato.

L'organo

Sul lato sinistro del Presbiterio, l'ORGANO LITURGICO, strumento qui realizzato nel 1790/1800 da Ferdinando Bossi di Bergamo in luogo di un precedente strumento ormai inservibile. Buono come meccanica e composizione, l'organo deve la sua notorietà al fatto che su di esso si esercitò Giuseppe Verdi fanciullo, e dopo di lui i suoi amici più intimi che, venendo a trovarlo nel bussetano o a S. Agata, non disdegnavano di fare una capatina a Roncole per «provare l'Organo»... Il 22 ottobre 1900 il grande Maestro delle Roncole mandò una foto dell'organo restaurato anche con il concorso di Verdi a tale Filippo Tronci, organaro, che aveva compiuto il lavoro, con le seguente dedica «AI Cav. Filippo Tronci, che si offri spontaneo restauratore di quest'organo, che io suonai fanciullo. G. Verdi, S. Agata, 22 ottobre 1900».

Nel 1964 l'Organo fu nuovamente restaurato. Il delicato incarico venne affidato alla nota Ditta Tamburini di Crema, satto la tutela della Soprintendenza ai Monumenti dell'Emilia. Nulla fu mutato nello storico strumento: i lavori, iniziati il 22 maggio 1964, durarono circa 40 giorni: lo strumento fu completamente smontato, pulito e rimontato a regola d'arte da due specialisti. Enti e privati intervennero generosamente per l'ingente spesa. L'11 ottobre 1964 alle 16,30 si tenne il Concerto-collaudo: alla tastiera il celebre Maestro Giuseppe Zanaboni.

 

Organo: sue caratteristiche

Anno di costruzione: 1797

Organaro: Ferdinando Bossi di Bergamo

Estensione della tastiera: n. 50 note - dal DO 1° al FA 6°

Estensione della pedaliera: n. 12 note - dal DO al MI bemolle

Numero delle canne: 736

La prima ottava della parte bassa della tastiera e pedaliera è priva del FA e SOL diesis.

quadro dei registri

FLUTTA TRAVERSIERA 8 p. (solo soprani)         note n. 30

VOCE UMANA 8 p. (solo soprani) note n. 30

FLAUTO IN DUODECIMA 8 p. (tutta la tastiera) note n, 50

CORNETTA PRIMA (solo soprani) note n. 30

CORNETTA SECONDA (solo soprani) note n. 30

FAGOTTO - inservibile - (solo bassi)         note n. 20

OBOE - inservibile - (solo soprani) note n. 30

TIMBALLI (al pedale) solo DO-RE-SI-LA note n. 4

CAMPANA CHINESE (al pedale) (inservibile)

Contrabassi al pedale 16 p. note n. 12

PRINCIPALI BASSI 8 p (solo soprani) note n. 20

PRINCIPALI SOPRANI 8 p  (solo soprani) note n. 30

OTTAVA 4 p. (tutta la tastiera) note n. 30

QUINTADECIMA 2 p. (tutta la tastiera) note n. 50

DECIMANONA (tutta la tastiera) note n. 50

VIGESIMA SECONDA (tutta la tastiera) note n. 50

VIGESIMA SESTA (tutta la tastiera) note n. 50

VIGESIMA NONA (tutta la tastiera)          note n. 50

TRIGESIMA TERZA (tutta la tastiera) note n. 50

TRIGESIMA SESTA (tutta la tastiera) note n. 50

SESQUIALTERA (tutta la tastiera) note n. 50

La trasmissione dell'Organo è meccanica - i mantici azionati a mano,  ma ora :anche a mezzo elettroventilatore.

 

S. Michele arcangelo

In Coro, grande quadro, olio su tela, di Pietro Balestra, (1758-1805) raffigurante l'Arcangelo S. Michele in atto di sconfiggere Lucifero. L'Arcangelo, patrono principale di Roncole. vi è raffigurato alato. con elmo e corazza militare di pregio, la mano destra alzata in atto di colpire con la spada fiammeggiante il Demonio, schiacciato sotto i suoi piedi: con la sinistra S. Michele tiene una lunga catena con la quale ha legato Satana.

Onesti, il corpo totalmente nudo, giace disteso sotto i piedi di S. Michele, le gambe accavallate, il truce volto cornuto ed una mostruosa coda. Molto forte la potenza drammatica della scena, ben delineati i personaggi e ben dosati i colori.

S. Michele arcangelo

Nel 1924 venne acquistata una grande statua in legno policromo rappresentante S. Michele arcangelo nel suo caratteristico atteggiamento di sconfiggere Satana. Tale statua fu collocata al. centro dell'abside, in apposita nicchia, e vi rimase fino a quando fu sostituita dalla tela del Balestra sopra descritta. dopo che tale tela venne tolta da una parete del Santuario (negli anni 1963-64) all'apparire degli affreschi dei secoli XV-XVI durante i lavori di restauro.

La cappella del ss. Sacramento

Nella navata di sinistra. a lato dell'altar maggiore, ecco la CAPPELLA DEL SS. SACRAMENTO, ristrutturata nel 1968 durante l'Episcopato di S.E. Mons. Mario Zanchin. E’ dotata di un altare in marmo policromo con Tabernacolo per l'adorazione del SS. Sacramento, sovrastato da una statua del S. Cuore di Gesù, voluta dai parrocchiani perchè proteggesse i giovani di Roncole chiamati a combattere nel 1939/45.

ARREDI SACRI

Croce astile in rame sbalzato ed argentato, della seconda metà del sec. XVI, nella quale, oltre al Cristo, possiamo ammirare i quattro Evangelisti, la Madonna e S. Giovanni, in un contesto di testine di angeli, festoni di fiori e frutta.

Pianeta con accessori in raso rosso ricamato a mano in oro e argento, con racemi di fiori e Frutti: il velo per il calice reca al centro un calice ricamato in oro su sfondo di nubi, sormontato da figura di Gesù Bambino che regge la croce, attorniato da testine di angeli.

Statua in legno policromo, di artistica fattura, raffigurante la Madonna del Rosario con in braccio il Bambino Gesù (secolo XVIII).

                                                                      

FESTE E DEVOZIONI

Molto antica e sempre vissuta nei secoli è la devozione della gente di Roncole alla Madonna. Molte sono le prove di tale devozione, a cominciare dalle varie raffigurazioni, ad affresco, su tela ad olio, mediante statue, della Madre del Signore, presenti nella Chiesa parrocchiale. Altra prova di tale radicata devozione le «maestà» presenti sul territorio parrocchiale (a Bassa dei May, sulla strada detta «della processione», all'imbocco della strada detta «della carretta»).

L'oratorio della Madonna delle grazie

Sembra che in origine l'Oratorio fosse una semplice cappellina, una «maestà» come se ne incontrano ancora oggi nelle nostre campagne, apprezzata dalla nostra gente per la presenza di una venerata immagine della Vergine dipinta a fresco da un ignoto pittore del secolo XVI. Il 7 settembre 1744 tale Pietro Cavalli donò un appezzamento di terreno di sua proprietà perciò la cappellina fosse ampliata. Il 20 settembre 1749 don Antonio Ferrari, sacerdote del luogo, lasciò un legato affinchè si celebrasse una S. Messa all'anno nella nuova Chiesetta. Nel 1751 venne eretto il nuovo Oratorio, nel quale trovò posto privilegiato l'antica immagine inadatta. Le vicende sociali degli anni successivi portarono al decadimento del tempietto, che nel 1912 venne addirittura concesso in affitto al Comune di Busseto perchè vi si potesse aprire una scuola elementare. Costruito più tardi il nuovo edificio scolastico, la Cappella tornò ad essere utilizzata come luogo di preghiera mariana. Ancora oggi vi possiamo vedere la venerata immagine di Maria Ss.ma con il Bambino Gesù in grembo in atto benedicente; la raffigurazione non ha grande pregio artistico, ma denota l'antica e sempre presente devozione mariana della gente di Roncole Verdi.

Altra sentita devozione. risalente almeno al secolo XVII. quella al «Cristo morto», particolarmente vissuta il Venerdì Santo con una processione popolare alla quale partecipa tutto il paese. Tale processione, con il simulacro di Cristo morto, si compie tuttora con grande fede da parte dei roncolesi, che vollero ricordare questa loro tradizione religiosa denominando «strada della processione» il tratto di percorso effettuato ogni anno con l'antico simulacro, risalente al 1600, che si conserva nella nostra Chiesa parrocchiale.

Particolare rilievo ebbe in Roncole la devozione verso i santi Fabiano e Sebastiano e verso S. Rocco. Una tradizione religiosa radicata nel ruolo di «protettori contro la peste» che i tre Santi ebbero nelle nostre comunità cristiane fin dal tempo del rinascimento. La devozione ai suddetti Santi si concretizzò, in passato, anche in una speciale «festa del voto», un impegno che i roncolesi assunsero nei secoli passati proprio per essere difesi dai terribili e devastanti morbi di quei tempi.

 

Le «maestà»

Le «maestà» sono piccole cappelle votive erette dalla nostra gente per manifestare il suo sentimento religioso e la sua pietà verso Cristo, la Vergine e i Santi. Anche Roncole Verdi ne ha alcune sul suo territorio: — ORATORIO DELLA B. VERGINE DELLE GRAZIE a Bassa di Maj - MAESTÀ DEI SETTE DOLORI DELLA MADONNA, situata al crocevia della strada della Processione con quella per la «fornace vecchia» - CAPPELLINA DELLA B. VERGINE DELLA PIETA’, posta all'incrocio della strada detta «della Carretta» - CAPPELLINA DEL DIVINO AMORE, poco distante dalla casa natale di Verdi. - CAPPELLINA DELLA «MADONNA DI LOURDES» lungo la strada detta Borghesa.

L'ELENCO DEI PARROCI

I. Pasqualini D. Antonio       15        1567

2. Bassi D. Lorenzo            1567       1572

3. Cogrossi D. Francesco     1572     1576

4. Ferrari D. Marcantonio   1576     1593

5. Contini D. Dionisio             1593  1605.

6. Ambrogi D. Domenico     1605    1631

7. Maj D. Giulio Cesare        1631    1654

8. Vagnotti D. Simone           1654  1707

9. Cabruni D. Bartolomeo    1707    1736

IO. Bergamini D. Angelo      1736    1775

I1. Prandi D. Lorenzo             1775  1794

12. Mezzadri D. Giuseppe    1794    1807

13. Arcari D. Carlo                  1808  1824

14. Montanari I). Pierpaolo  1827    1851

15. Deliratici D. Giovanni     1852    1861

16. Chiappari D. Antonio      1861    1902

17. 7.ardi D. Remigio             1903   1915

18. Balestra D. Carlo              1915   1960

19. Rossi D. Adolfo                1960   1982

20. Guerreschi Mons. Rino  1983    vivente

 

I PARROCI DI QUESTO SECOLO

 

D. REMIGIO ZARDI

Nasce a S. Agata di Villanova il 13 marzo del 1868: è consacrato Sacerdote il 22 settembre 1894. Per due anni è Vicario cooperatore a Monticelli d'Ongina, per altri due a Bargone.

Dal 1898 al 1903 è Prevosto sempre a Bargone. Dall'1 marzo 1903 al 9 agosto 1915 è Prevosto a Roncole. Sacerdote dal carattere buono, dolce, è molto amato e stimato per la sua pietà e carità.

D. CARLO BALESTRA

Nasce a Busseto nel 1879. Il 23 settembre 1905 è ordinato Sacerdote. Per cinque anni è addetto alla Chiesa di Ardola di Zibello; poi per un anno a Tabiano Castello; dal 1912 al 1915 è a Zibello come Vicario cooperatore; con lo stesso incarico passa a Roncole dal 1915 al 1919, per diventare poi Prevosto di Roncole, dove rimarrà per oltre 40 anni, fino alla morte avvenuta nel 1960.

Proviene da una famiglia che ha dato alla Chiesa tre Sacerdoti e due Religiose. Era «nato parroco», come dicono i suoi biografi. E la sua capacità e bontà pastorale emergono fin dai primi mesi del suo ministero. Instancabile nel servizio parrocchiale, crea anche la Scuola materna in Roncole, devolvendole tutti i suoi averi personali.

Colpito da paresi, accolse questa durissima prova con animo veramente sacerdotale, preoccupato fino all'ultimo per i suoi parrocchiani.

D. ADOLFO ROSSI

D. Russi consegna all'Organista Luigi Demaldè una medaglia d'oro per il suo lungo e fedele servizio alla Chiesa.

 

Nasce a Monticelli d'Ongina nel 1914, è ordinato Sacerdote nel 1938.  Per tre anni è Vicario cooperatore a Pieveottoville, per passare poi per nove anni a Castelvetro con lo stesso incarico. Dal 1950 al 1960 è Parroco a S. Giovanni in Contignaco. Dal 15 maggio 1960 è Parroco a Roncole Verdi, dove muore nel 1982.

Nei primi anni di Sacerdozio si occupa specialmente della gioventù, e negli anni bui della guerra è sicuro punto di riferimento per tanti bisognosi. Giunto a Roncole, intuì subito la necessità di urgenti  restauri alle opere parrocchiali (Chiesa e canonica) per il decoro del tempio del Signore e la salvaguardia della casa parrocchiale. Seppe tessere preziosi rapporti umani con tutti i suoi parrocchiani, per i quali era sempre massimamente impegnato e preoccupato. Ha lasciato di sè un ottimo ricordo.

 

UNA CHIESA... UNA PARROCCHIA - UNA FAMIGLIA

Se abbiamo voluto parlare della Chiesa parrocchiale di Roncole nella circostanza dei suoi novecento anni di vita è prima di tutto per evidenziare la storia della nostra gente, che attorno alla sua Chiesa di pietra ha sempre inteso vivere l'esperienza di una comunità cristiana e civile che si sente una sola, grande famiglia composta di tante famiglie, una sola parrocchia.

Ogni roncolese, prima o poi nella sua vita, si è incontrato e si incontra con la realtà parrocchiale, espressione visibile nel territorio della Chiesa universale che. come tenera madre, nella parrocchia cerca di andare incontro a tutti, qualunque sia il sesso, l'età, la condizione sociale, economica. culturale; non escludendo nessuno, anzi cercando con ogni sforzo di raggiungere e coinvolgere anche chi da essa è lontano.

A tutti la parrocchia propone l'essenziale della Fede, rispondendo come meglio può al desiderio di Fede che è in molti abitanti del luogo. Così essa è dentro la società non solo il luogo della comunione dei credenti, ma anche il segno e lo strumento di comunione per quanti credono nei veri ed inalienabili valori della persona umana; simile alla fontana del villaggio - come amava dire Papa Giovanni XXIII - a cui tutti attingono per la loro sete.

Attorno alla bella e antica Chiesa parrocchiale, i Roncolesi intendono dare testimonianza di comunione, Dono prezioso che viene da Dio, essa si realizza con l'annuncio della Parola di Dio, la celebrazione dei Sacramenti, i gesti concreti della carità fraterna.

La parrocchia, con la sua esistenza e la millenaria esperienza cristiana, proclama con la sua vita la necessità di basare la nostra vita su valori perenni, offerti da Cristo e dal suo Vangelo; essa è attenta a tutti i problemi umani, impegnata in una continua promozione della persona, sollecita di rendere la fede cultura, cioè storia quotidiana, mentalità diffusa, metro di valutazione della realtà.

Interlocutore privilegiato della Parrocchia è la famiglia.

Ad essa anche la parrocchia di Roncole propone di essere «piccola Chiesa domestica», luogo primario di formazione di tutti i suoi componenti ai valori essenziali della vita, collaborando con tutte le famiglie del paese per il maggior bene di tutti.

Per questo, la nostra parrocchia si impegna a diventare «famiglia di famiglie» dove tutti e ciascuno si sentano di casa, dove tutti possano dare ed offrire quanto di meglio sta in loro per una vita comunitaria più significativa e incidente su schemi di disgregazione oggi molto attivi e deleteri.

Come in ogni famiglia, anche nella nostra comunità parrocchiale vi sono molti posti e molti impegni: a tutti ed a ciascuno è chiesto di dare una mano, perchè la costruzione della comunità roncolese possa diventare sempre più solida, e sfidare i secoli come ha fatto da circa mille anni la nostra bella Chiesa parrocchiale.

Non importa quale sarà il posto del nostro mattone; importa che ogni mattone stia al suo posto, cementato agli altri dall'amore fraterno. Solo così lasceremo un segno nella storia...

La comunità parrocchiale di Roncole dovrà avere un'apertura universale, e non lasciarsi tentare dall'idea di pensare solo a se stessa.

Nella Chiesa parrocchiale, parecchi documenti ne fanno fede, più volte si rifugiò la nostra gente per mettersi sotto la protezione divina c sfuggire alle orde degli invasori.

E la Chiesa mise al sicuro tutti, senza eccezione.

Oggi, dobbiamo essere come lei capaci di accogliere lutti... senza eccezione alcuna, evitando che orde morali distruttrici come gli antichi lanzichenecchi distruggano la nostra gioventù, la serena tranquillità della vita delle nostre campagne, le nostre famiglie....

 

LE ATTIVITÀ PASTORALI

Catechesi

Prima preoccupazione di una comunità parrocchiale oggi è e deve essere quella di annunciare il Vangelo a tutti gli abitanti del luogo. Attività che, coordinata dal Parroco, viene svolta dai Catechisti e da diversi operatori pastorali impegnati in questo settore. Interessati sono tutti i membri della comunità: piccoli, giovani. adulti, anziani, famiglie ecc. secondo le proprie attese e responsabilità. Trasmettere la Fede ricevuta non è un «hobby» per alcuni, ma dovere primo di ogni battezzato che vive la Fede nella sua comunità. 'l'empi, modi e luoghi della catechesi vengono indicati dalla parrocchia, con tutti i mezzi opportuni.

Liturgia

La Fede creduta esige di essere celebrata. Particolare importanza viene data quindi alle celebrazioni liturgiche, che vedono coinvolte tutte le componenti della Comunità parrocchiale nei ruoli necessari. Lodevole l'impegno del servizio all'altare, dell'animazione dei Canti, della lettura delle Sacre Scritture. Auspicabile una sempre maggior partecipazione dell'assemblea, affinchè ciò che si è letto e sentito in Chiesa venga poi tradotto concretamente nella vita di ogni giorno.

Carità

La fede creduta e celebrata deve diventare fermento di vita vissuta, e questa è primariamente, per il cristiano, esperienza di carità. Carità che si traduce in attenzione ai poveri, ai piccoli, agli anziani, ai malati, alle persone sole, alle famiglie in crisi, all'aiuto materiale alle Missioni, alle stesse opere parrocchiali che possono vivere solo se tutti ci sentiamo corresponsabili di esse, coinvolti nella loro conduzione, e non soltanto fruitori dei loro servizi.

Grazie alla sensibilità della nostra gente, molto bene è stato fatto in passato dai roncolesi... molto ce n'è da fare oggi, ed ancor più domani, per le mutate condizioni di vita. Nella nostra comunità parrocchiale c'è posto per tutti, per dimostrare che la carità cristiana non è solo una bella parola...

Apostolato

Oggi, si possono fare tante cose buone... ma siamo un po' tutti tentati di farlo «da soli»... Nella comunità parrocchiale invece tutto deve svolgersi in armonia con tutti: non è portando un solo mattone che si costruisce una casa, ma mettendo il proprio mattone armonicamente insieme a tanti altri. Esistono pertanto anche in parrocchia Gruppi ecclesiali che ci aiutano a crescere nella Fede e nella Carità: l'Azione Cattolica nei suoi vari rami, l'Ordine Francescano Secolare (più noto come Terz'Ordine), i Gruppi di preghiera, i Catechisti...

 

LA SCUOLA MATERNA PARROCCHIALE «DON CARLO BALESTRA»

La formazione dei ragazzi fu uno dei principali impegni del Prevosto eli Roncole don Carlo Balestra, la cui memoria è ancora viva in molti abitanti della frazione.

Don Balestra volle che fin dai primi anni di vita i bimbi della sua Parrocchia fossero allevati con ogni cura sia per la formazione scolastica che per quella umana e cristiana.

Sacrificando ogni suo avere personale e quanto potè avere dalla popolazione progettò e costruì la Scuola Materna che a lui oggi si intitola.

L'8 maggio 1949 il Vescovo diocesano di allora S.E. Mons. Francesco Giberti pose e benedisse la prima pietra dell'edificio, che fu aperto ai bimbi il 15 gennaio 1951. Inizialmente dei piccoli si occupò l'insegnante laica Paolina Ceruti, che per quasi quindici anni si prodigò con mirabile impegno nella sua missione educatrice. Successivamente, per assicurare l'assistenza al numero sempre maggiore di allievi, la Scuola materna fu affidata alle Suore «Ancelle del santuario», che giunsero a Roncole Verdi il 29 settembre 1964.

Per singolare coincidenza quindi quest'anno la presenza delle benemerite Religiose segna una data importante:  il trentennio  di attività per le nostre famiglie. Alle Suore, che si dedicano con impegno inesauribile ai piccoli e sono sempre tanto vicine alle famiglie, la più viva riconoscenza dei roncolesi.

 

APPENDICE

Poiche questa pubblicazione è destinata a ricordare a tutti la nostra Chiesa parrocchiale e la nostra parrocchia, vogliamo chiudere il libro con una parte marcatamente culturale, presentando ai lettori l'ambiente socio-economico roncolese, attraverso alcune immagini ed alcuni fatti e personaggi che hanno reso celebre nel mondo il nostro paese.

 

PERSONAGGI

Giuseppe verdi

1813-1901

Il più celebre roncolese è certamente GIUSEPPE VERDI, «il Maestro, quel genio della musica che tutto il mondo ammira e ci invidia. Nato da Carlo e Luigia Uttini il IO ottobre 1813, Giuseppe cresceva come tutti i bambini della sua età, incontrandosi con i coetanei sulla piazzetta retrostante la Chiesa, sulla quale si affaccia la casa natale di lui. Di indole docile e di acuta intelligenza, fin da piccolo dimostrò una singolare attrattiva per la musica, e restava incantato ogni qualvolta sentiva eseguire un brano musicale. Più volte chiese al padre

La casa natale di Giuseppe Verdi

 

di fargli «studiare musica», ma le condizioni economiche della famiglia ostacolarono il desiderio del ragazzo. Accortosi della sua predilezione per le note musicali, fu un Sacerdote ad avviarlo alla conoscenza di tale arie; il ragazzo per quattro anni studiò sono la guida del vecchio organista delle Roncole, Pietro Baistrocchi, che l'allievo ben presto superò e sostituì con eccezionale bravura. Ma il giovane Verdi desiderava perfezionarsi nella musica; gli fu provvido mecenate Antonio Barezzi, bussetano, che ne sostenne gli studi a Milano. Dopo un inizio duro, Verdi si impose all'attenzione del mondo musicale e rapidamente divenne quel gigante della lirica che tutti conosciamo.

Possiamo facilmente arguire che Verdi non dimenticò mai il suo paese di origine, al quale certo tornava appena le circostanze glielo consentivano. Oggi, la sua casa natale è meta continua di visite da ogni parte del mondo; la nostra Chiesa parrocchiale conserva, in un'apposita cameretta ai piedi del campanile, cimeli e documenti che testimoniano la vita di Giuseppe Verdi e la sua presenza fra noi.

Giovannino Guareschi

1908-1968

Non era roncolese di nascita... lo fu di adozione.

E di lui la nostra comunità va orgogliosa, poichè il suo nome 0ggi, abbinato a quello di Roncole, è noto in tutto il mondo. Nato a Fontanelle di Roccabianca, visse i suoi anni giovanili in quelle terre, assorbendone tutto lo spirito libero e battagliero. Era un uomo semplice, di innata schiettezza che non arretrava mai davanti a nessuno, e per questo ebbe a soffrire molto sia da parte degli avversari che da coloro che si dissero «suoi amici».

Compì gli studi liceali e si iscrisse all'Università, ma la passione per il giornalismo lo assorbi a tal punto che lui stesso confessò di non aver mai avuto il tempo per laurearsi.

Giovannino Guareschi con i figli Alberto e Carlotta

 

Di lui, i biografi hanno detto tutto o quasi. Noi lo vogliamo ricordare come «uno di casa» che con molta semplicità e verità seppe capire l'animo della nostra gente e tradurlo meravigliosamente nei suoi scritti, che si leggono sempre con molto piacere.

A Roncole visse buona parte della sua vita con la famiglia: lasciò qui le sue cose e i suoi figli, ed un ricordo per noi intramontabile.

Morì a Cervia (Ravenna) nel 1968; la sua salma riposa nel nostro cimitero, a sinistra entrando. in quella terra che egli ebbe sempre tanto cara.

 

IL VOLTO DELLA PARROCCHIA OGGI

dati statistici

al 31 dicembre 1993

Abitanti          647

Maschi           333      51.5%

femmine          314    48.5%

Famiglie           246

Abitano in casa propria 189 - 76.83%

Età degli abitanti:

— da 0 a 6 anni         21 • 3.2596    Da 19 a 30 anni — 107 - 16.54%

- da i a 12 anni          33 • 5.1096    Da 31 a 70 anni— 325 • 50.24%

- da 13 a I S anni       50 • 7.75%

Oltre 70 anni          111 - 17.12%

Professione del capofamiglia                                 

— Impiegato  9          3.7 %

— Agricoltore 63        25.5%

— Casalinga     3          1.3%

— Operaio      32        13%

— Industria/Artigianato 50 20.5%

— Varie          17        6.5%

- Pensionato  72        29.5%

 

IL TESSUTO ECONOMICO DI RONCOLE VERDI

Agricoltura

L'economia roncolese si basa fondamentalmente sull'Agricoltura. Le aziende agricole sono di media estensione territoriale; le minori stanno lentamente ma inesorabilmente scomparendo, assorbite dalle maggiori, condotte con sufficiente mano d'opera propria.

Attualmente se ne possono contare circa 40. Nel nostro territorio sono in attività 2 CASEIFICI a denominazione sociale: «LA VERDIANA» e il «CRISTO,. Prodotto privilegiato il PARMIGIANO REGGIANO.

TENUTA «LE PTACENTTNE»

Un tempo «Villa Vidoni» fatta costruire dal Principe Giovanni Vidoni da Soresina tra il 1820 ed it 1835 come residenza estiva sua e della sua famiglia, è oggi una fiorente Azienda Agricola di proprietà della famiglia Lusardi che la conduce in proprio con i metodi di un'agricoltura avanzata.

Servizi sociali

ambulatorio medico - scuola materna parrocchiale - scuola elementare statale - ufficio postale - centro civico comunale

Industria

«MARTINI PREFABBRICATI» - Strutture prefabbricate in calcestruzzo. La Ditta ha raccolto l'eredità dell'antica «Fornace di Roncole» che fino a qualche anno fa ha prodotto mattoni e laterizi dando lavoro a molte generazioni di operai.

DITTA GIOVANNI CONCARIN I - Trasporto e commercio materiale per costruzioni edili. Lavoro di scavo e trasporto terra.

IMPRESA GHINELLI-AIMI S.n.c. - Montaggio reti di distribuzione, posa e saldatura metanodotti e condotte in genere - Scavi

«ANNON I S.r.l.» - Industria macellazione suini. Località Madonna Prati.

«IMPRESE EDILI» Fava Cesarino - Pollorsi Giuseppe - Ma radini Daniele - Carella Luigi.

Perforazione pozzi: «BIANCONI ANGELO – Idropozzi

«VERTUB» di Pagani F. c C. - Tubi a spirale da mm. 25 a im. 250.

Artigianato-commercio

«MALVISI ARREDAMENTI» di Malvisi G. Carlo e C. s.n.c. - Grande Esposizione mobili di ogni tipo. AI suo interno «RADIO MALVISI-NETWORK».

«A.C.» di Cadamagnani Claudio e C. s.n.c. - Commercio e stagionatura Parmigiano Reggiano e formaggi vari per conto terzi.

«3 B» di Battecca e Baistrocchi s.n.c. - Commercio rottami ferrosi.

«BONINI BRUNO» - Commercio rottami ferrosi e cartoni da riciclo.

«BAISTROCCHI GIGLIETTO» - Riparazione Radio TV - Elettrodomestici Impianti elettrici - Elettronica

«SONCINI F.I.LI» - Molino e prodotti per l'agricoltura

«SGAVETTA F.LLI» - Ferramenta e falegnameria

«SARACCA GIANNI» - Carpenteria metallica - Fabbro

«GAMBAllA PARIDE» -'Tinteggiatura e Verniciatura

«BOCCHI ANGELO» - Officina meccanica con Stazione servizio carburanti

«GARBI ANGELO» - Officina meccanica. Servizio autorizzato FIAT

«ODDI ANNONI LUCIA» - Stazione servizio carburanti IP

«MAXSIM» - Moda e abbigliamento

ALIMENTARI SCARAMUZZA IRENE

«IL BOTTEGAIO» di Roncole Verdi - GNAPPI SERGIO

«PATRIZIA» Edicola: giornali, riviste, articoli, affini.

BAR: «GUARESCHI»

GNAPPI (con rivendita tabacchi): «VENTISET'T'E PIÙ), «CIRCOLO ARCI»

RISTORANTE «LE RONCOLE» (strada della Processione) di PEDRETTI CARDUCCIO

PARRUCCHIERE PER SIGNORA: DIONI WILMA - NOSTRI NI CINZIA

CABRINI LUIGI - Panetteria

Fratelli TASSELLI «Attrazioni per Luna Park»

PEZZANI GIANCARLO - «Impianti Zootecnici»

TRUCCI RENATO - Impianti Idraulici

Autotrasporti: FRATI ANDREA e FRATI AMEDEO - F.11i SCAGLIONI - FRANO II DIVO e STEFANO - CORDA NI FRANCO

 

IL GRUPPO ATTIVITÀ VERDIANE

         

Sorge nel 1977, con sede in Roncole Verdi, proponendosi alcuni fini fondamentali: — la promozione di manifestazioni verdiane in Roncole, paese natale del grande maestro Giuseppe Verdi; — valorizzare il paese; — interessarsi assiduamente per la conservazione del patrimonio monumentale e storico esistente in paese, così strettamente legato al grande concittadino. Il gruppo, costituitosi con 13 soci, ne conta oggi un centinaio. Dai primi Concerti Lirico-Vocali iniziati nella Chiesa parrocchiale si è passati progressivamente al VERDIANAEUM, appuntamento annuale sulla piazza di Roncole per la rappresentazione all'aperto di alcune opere verdiane. L'iniziativa si effettua nel mese di Luglio con crescente successo di pubblico e di critica anche dai Paesi esteri.

 

IL «CLUB DEI VENTITRE»

A pochi metri dalla casa natale di Giuseppe Verdi si trova la sede del «Club dei Ventitre», associazione nata nel 1987 per ricordare Giovannino Guareschi, che amava rivolgersi con questa espressione al suo pubblico «di ventitre lettori», due in meno di quelli che si attribuiva Alessandro Manzoni.

Questa Associazione, composta da un migliaio di soci, è assolutamente apolitica e apartitica, e si mantiene esclusivamente con le quote sociali. L'intento è quello di essere un punto di riferimento per i lettori di Guareschi, che finiscono spesso per considerarlo un amico.

Per ricordare o per far conoscere questo personaggio il Club ha allestito, nei locali dell'ex Ristorante Guareschi, da lui stesso progettati, una Mostra permanente che, attraverso documenti, fotografie, lettere e giornali d'epoca, racconta la sua vita e illustra le sue opere.

Di questa Mostra esiste anche una versione itinerante, che effettua quattro o cinque tappe annuali e che riscuote sempre buon successo tra i visitatori.

Nei locali del Club è possibile consultare l'archivio Guareschi, del quale il Ministero dei Beni Culturali, nel 1992,  ha riconosciuto il «notevole interesse storico», e nel quale diversi studenti hanno potuto documentarsi per la tesi di laurea.

Da cinque anni esiste il concorso letterario «Giovannino Guareschi» per un racconto che ha per tema il «mondo piccolo», inteso come il mondo di piccoli sentimenti, di piccole realtà quotidiane, con la partecipazione di concorrenti da tutta Italia.

I soci ricevono un semestrale, «Il fogliaccio», che li tiene al corrente delle attività del Club e che contribuisce ad approfondire la conoscenza su Guareschi con la pubblicazione di suoi scritti o disegni ormai introvabili.

L'appartenenza al Club non dà particolari vantaggi: è più che altro un «tesseramento sentimentale» di persone che credono in certi valori e che si riconoscono in Guareschi.

Prefabbricati «Martini»

 

Impresa Concarini

 

Caseificio «La Verdiana»

 

Caseificio «Il Cristo»

 

Malvisi arredamenti

 

Macello «Annoni»

 

IL VOLUME E’ STATO EDITO SOTTO IL PONTIFICATO DI

S.S. Giovanni Paolo II

 

… E DURANTE L’EPISCOPATO DI

S.E. Mons. Carlo Poggi, Vescovo di Fidenza

 

 

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