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LA VISITA DI RATZINGER A BUSSETO NEL 1993
L'elezione di Joseph Ratzinger a
pontefice, è stata salutata ovunque con grande gioia.
A Busseto il ricordo di tanti è corso al marzo del 1993, quando l'allora
cardinale era stato in visita alla città di Verdi. Dopo essere stato a Fidenza,
Joseph Ratzinger era giunto a Busseto accompagnato dall'allora vescovo di
Fidenza monsignor Carlo Poggi, dal cardinale Luigi Poggi ed era stato accolto da
don Tarcisio Bolzoni e dal sindaco Carduccio Pedretti.
In occasione di questa sosta bussetana, Ratzinger aveva fatto visita alla
biblioteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Parma che gli era stata
dettagliatamente illustrata dal suo direttore, il professor Corrado Mingardi
che, in onore dell'alto prelato, aveva anche allestito una speciale mostra di
autografi verdiani e di opere rare fra cui incunaboli ed edizioni di Bodoni.

Corrado Mingardi, mettendo mano alle foto dell'epoca che oggi sono davvero pezzi
straordinari e di grande valore, ha ricordato che in quell'occasione il
cardinale Ratzinger si era soffermato, in particolare, sul Padre Nostro di
Giambattista Bodoni stampato in 155 lingue e sui libri di Carlo Bavagnoli, in
particolare quelli dedicati al Conclave.

All'illustre ospite, che aveva
fatto visita anche all'Insigne chiesa collegiata di San Bartolomeo Apostolo, era
stato donato anche il libro “Verdi e la sua terra” di Carlo Bavagnoli, che oggi
farà senz'altro parte della ricchissima libreria del nuovo Papa.
Ricordando quello speciale momento tanti bussetani hanno auspicato che Benedetto
XVI, oltre a conservare un bel ricordo della città di Verdi, possa un giorno,
nella sua corposa agenda di impegni, trovare, chissà, uno spazio anche per
Busseto.
Il ricordo del sacerdote che
l’accolse a Busseto
“Un uomo cordiale, gentile e molto curioso”
Una visita, quella del nuovo Papa, che ancora oggi è molto ricordata nella città
di Verdi e che, dopo l'elezione a Sommo Pontefice, ha assunto un significato
ancora più grande e speciale. A Bussato, Ratzinger si era fermato per circa tre
ore prima di spostarsi, in serata, a Fidenza dove, in cattedrale, aveva
presentato il Catechismo della Chiesa Cattolica. Grande interesse lo aveva poi
mostrato per l’insigne chiesa collegiata di San Bartolomeo Apostolo, per la sua
sagrestia, le sue preziose argenterie, i suoi tesori ed i suoi paramenti. Don
Tarcisio Bolzoni ne ha ricordato “il fare molto misurato, coridale e gentile,
senza dare eccessiva confidenza, molto aperto intellettualmente e molto curioso
di conoscere ciò che gli venita illustrato”.
In merito alla sua nomina a Papa Don Bolzoni l'ha definita “una scelta
indicatissima e chiara da parte dei cardinali” definendo importante anche la
continuità col precedente pontificato perché “la fede della chiesa è continua”.
“Dopo la sua omelia in occasione dei funerali di Giovanni Paolo II – ha
proseguito Don Bolzoni – si è capito benissimo che sarebbe stato quanto mai
indicato come nuovo Papa. Inoltre, in occasione della sua prima messa celebrata
nella Cappella sistina, di fronte ai cardinali elettori, il nuovo Papa ha fatto
un grande discorso sulle prospettive della Chiesa e, di fatto ha anche risposto
alle stupide critiche che qualcuno gli aveva rivolto dopo la messa celebrata al
lunedì mattina prima dell'inizio del Conclave. Si è dimostrato in perfetta
continuità con quanto previsto dal Concilio Vaticano - ha concluso - e
penso anche che se Papa Giovanni II per ben cinque volte gli ha respinto le
dimissioni dall'incarico al quale era stato chiamato c'era una chiara
indicazione sulla sua figura”.