Giuseppe Verdi – Botti


 

 

FERRUCCIO BOTTI
(FERRUTIUS)

Ordinato sacerdote il 30 ottobre 1927 dal vescovo Guido Maria Conforti,
che il 9 aprile 1930 lo inviò priore a Talignano (di quella celebre pieve
romanica in seguito curò, senza preparazione specifica ma tecnicamente in modo
appropriato, i restauri, facendone uno dei monumenti più visitati del
Parmense). Esercitò per mezzo secolo, fino all’ultimo quinquennio di forzato
silenzio, il suo ufficio pastorale e un’infaticabile attività di raccoglitore e
valorizzatore di documenti e notizie, che gli valse la nomina a corrispondente
della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi e ispettore
onorario alle antichità e ai monumenti della Val Taro e della Val Baganza.
Attività della quale sono prova le numerose pubblicazioni sui temi più
disparati: dal Medioevo al Cinquecento e all’Ottocento, su Verdi…

Giuseppe Verdi
1941

Molto è stato scritto sul Cigno di Busseto, specialmente sulle sue opere, ma non ci sembra inutile riassumerne al pubblico « la mirabil vita » che è davvero un capolavoro di dolore, di ascesa, di onestà, di integrità morale, di patriottismo, di fecondità artistica fino agli ultimi anni in cui il Grande rendeva il mondo stupefatto con, il suo « Falstaff ». La sua vita è la estrinsecazione della sua anima, della quale Giuseppina Strepponi,
moglie invidiabile per doti veramente degne del Maestro, diceva
che era più grande del suo Genio.
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