Luoghi verdiani

 

 

La figura di Giuseppe Verdi affascina non solo gli appassionati di musica, ma ogni visitatore curioso di comprendere l’indole del Maestro, protagonista del suo tempo e interprete dello spirito della sua gente.

CASA NATALE
Situata sulla strada provinciale per Busseto ad un crocevia al centro del villaggio. Giuseppe Verdi nacque nella piccola casa della frazione di Roncole, la sera del 10 ottobre 1813. Nella stessa casa il padre Carlo gestiva un’osteria e una bottega di generi vari. L’edificio, dichiarato monumento nazionale, è rimasto intatto fino ad oggi. Da non perdere: il busto bronzeo di Verdi opera di Giuseppe Cantù.
L’ingresso alla Casa misura 106 cm e presenta 1 gradino di 8 cm. La biglietteria ha un’entrata di 73 cm e 1 gradino alto 4 cm. La prima sala da visitare a piano terra è la “Cucina”e il suo ingresso misura 73 cm. Per accedere alla seconda sala “Sala dell’Osteria” è presente un disimpegno con porta di 70 cm. in entrata e di 60 cm. in uscita. Sempre a piano terra si può visitare la terza sala: “La Cantina”, che dispone di un’entrata di 120 cm. Dalla Cantina occorre superare una rampa con un dislivello del 13% per giungere alla quarta sala: la posteria per i cavalli. Le stanze da letto sono disposte al primo piano, per poterle visitare è necessario superare una scala di 11 gradini in fila. Per giungere alla Casa Natale di Verdi è possibile parcheggiare di fronte alla Casa: all’interno di un piazzale o lungo Via Verdi. Inoltre a 300 mt. circa in Strada Processione è presente un parcheggio pubblico con un posto riservato alle persone disabili. All’interno di questo parcheggio vi è un bagno pubblico attrezzato con maniglione al wc e ingresso di 90 cm..
Indirizzo
Via della Processione, 1 – Roncole Verdi, Busseto(PR)
Tel. 0524.97450 / 0524.92487

CASA BAREZZI
Fu la dimora del benefattore di Verdi, come ricorda l’iscrizione sulla grande lapide di marmo, col bronzeo ritratto di Antonio Barezzi, opera di Luigi Secchi, dettata da Arrigo Boito nel 1913: “ANTONIO BAREZZI – DI BUSSETO – COMPRESE IL GENIO, INCORAGGIÒ I CIMENTI – PRESAGÌ LA GLORIA – DI GIUSEPPE VERDI – BENEDISSE IL CONNUBIO – DELLA PROPRIA FIGLIUOLA MARGHERITA – COLL’ARTISTA POVERO E IGNOTO – IL FIERO MAESTRO – LO VENERÒ COME PADRE – LO RICONOBBE SEMPRE CON DEVOTA UMILTÀ – SUO BENEFATTORE – LA CITTÀ DI BUSSETO NELL’OTTOBRE 1913 – RICORRENDO IL 1° CENTENARIO VERDIANO – DEDICAVA”.
Dal 1816 vi fu la sede della Filarmonica Bussetana, fondata dallo stesso Barezzi, dilettante di flauto, di clarinetto, di corno, di oficleide e di contrabbasso e da Ferdinando Provesi, Maestro di cappella e organista della chiesa collegiata di S. Bartolomeo e insegnante alla Scuola municipale di musica. Antonio Barezzi, mercante di coloniali, riforniva l’osteria delle Roncole, gestita dai genitori di Verdi, che probabilmente lo avevano informato delle doti del figlio. Ma fu durante una trasferta dei Filarmonici che lo sentì all’organo della chiesa di S. Michele, seguendolo poi alla scuola di Provesi a Busseto e infine introducendolo a casa sua, come compagno dei figli maschi e insegnante di pianoforte della figlia Margherita.
Il Salone fu certamente il luogo della loro dichiarazione d’amore, ma anche teatro della prima esibizione pubblica del giovane Verdi, nel febbraio del 1830.
Dal 1831 Verdi abitò a Casa Barezzi, su richiesta della signora Maria, atterrita dall’uccisione di un ricco vicino, sentendosi più sicura con un’ulteriore presenza maschile.
Fu nel giugno del 1832 che Verdi partì per Milano, ospitato da Giuseppe Seletti, sostenendo l’esame di ammissione al Conservatorio, ma dal quale fu respinto. Così il mese successivo intraprese gli studi musicali presso il M° Vincenzo Lavigna, sostenuti finanziariamente dalla borsa di studio del Monte di Pietà, ma per la gran parte da Antonio Barezzi.
Al suo ritorno furono celebrate le nozze con Margherita, il 4 maggio 1836, all’altare della Madonna del Carmine nell’oratorio della SS. Trinità e la festa si svolse all’interno del Salone.
Più tardi, nel 1844, Verdi vi compose l’opera I due Foscari.
Il Maestro, anche in seguito, fu più volte presente in Casa Barezzi con la nuova consorte Giuseppina Strepponi. Al momento della morte del suocero, nel luglio 1867, il compositore, sedutosi al piano, suonò le note del “Va pensiero” per consolare gli ultimi istanti del suo amatissimo benefattore, di cui «l’ultima parola, l’ultimo sguardo fu per Verdi» come scrisse poi la Strepponi.
Alcuni anni più tardi gli eredi di Barezzi fecero rinnovare e decorare il Salone, con un fine gusto eclettico, da Giuseppe Baisi, che poco prima dipinse gli ornati del Teatro Giuseppe Verdi.
Oggi è sede dell’Associazione Amici di Verdi, che vi ha curato i restauri nel 1979 e nel 1998.
Il grande camino del ‘600 è sovrastato dal ritratto a olio di Antonio Barezzi, mentre alla parete di destra sono due ritratti di famiglia, quello a carboncino del giovane Verdi, attribuito a Stefano Barezzi e quello della moglie Margherita. Alla parete opposta è un dipinto di una famiglia milanese, donato all’Associazione. Spiccano, oltre gli arredi originali, il pregevole pianoforte viennese Tomaschek e il bronzeo busto verdiano di Vincenzo Gemito, copia dell’originale in terracotta conservato a Villa Verdi a S. Agata.
Il Salone, luogo di concerti e conferenze, possiede anche la discoteca Antony Rocco Schipper-Suppa, che conta più di cinquecento opere complete.
Presto, con la disponibilità dei locali adiacenti, l’intero primo piano sarà trasformato in percorso museale grazie ad una cospicua donazione di cimeli verdiani da parte del Gr. Uff. Gianfranco Stefanini.
Le vicende della giovinezza del Maestro, insieme alle testimonianze della sua fama presso i contemporanei in Italia e all’estero, vi troveranno presentazione attraverso una ricca documentazione iconografica originale. In questo modo la nuova struttura espositiva si inserirà a pieno titolo negli spazi culturali approntati per le Celebrazioni Verdiane del 2001.

MUSEO BAREZZI
E’ il luogo della prima formazione musicale ed affettiva del giovane Giuseppe Verdi.
Lo storico salone, sede della Filarmonica Bussetana fondata da Antonio Barezzi, accolse le prime composizioni ed esibizioni pubbliche di Verdi studente e poi giovane maestro.
Vide anche il sorgere dell’amore per Margherita, figlia del signor Antonio, che diverrà la prima moglie di Verdi.
Le sale attigue ospitano oggi una vasta esposizione di cimeli verdiani, con lettere autografe, ritratti, documenti e manifesti.
Orari di apertura:
dal martedì alla domenica h 10-12.30*
h 15-18,30* (con ora solare dalle 14,30 alle 17,30*)
*La biglietteria chiude mezz’ora prima.
Chiuso tutti i lunedì non festivi
Aperto per le seguenti festività: 6 gennaio, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1 novembre, 8 dicembre, 26 dicembre.
Biglietto d’ingresso:
Intero 4.00 € – Ridotto 3.00 € – Scuole 2.00 €
Possibilità di biglietti cumulativi con Villa Verdi a Sant’Agata di Villanova sull’Arda (PC) oppure con Casa Natale di Giuseppe Verdi a Roncole Verdi e Teatro Verdi a Busseto.
Durante il periodo di chiusura invernale (dicembre, gennaio e febbraio), il museo sarà visitabile solo alla domenica o su appuntamento, telefonando al
0524/931117.

PALAZZO ORLANDI
Costruito in forme neoclassiche dall’architetto-pittore bussetano Giuseppe Cavalli, cui si deve anche la decorazione del salone. Verdi lo acquistò agli esordi della propria fortuna economica, nel 1845, e qui convisse dal 1849 al 1851 con Giuseppina Strepponi, generando lo scandalo dei benpensanti e un momentaneo offuscarsi dei rapporti con Antonio Barezzi, per la vita libera, le relazioni e i figli che ella aveva avuto in gioventù. Qui il Maestro compose le opere Luisa Milier, Stiffelio e Rigoletto. Nel gennaio 1867 vi morì Carlo Verdi.
Indirizzo
Via Roma 56 – Busseto (PR)
Ingresso: attualmente e’ chiuso alle visite

VILLA

SANT’AGATA
Non si può dire di conoscere Verdi se non si ha visitato la casa che abitò per lungo tempo e alla quale amava sempre tornare dai suoi viaggi in Italia e in Europa. Villa Verdi a Sant’Agata, una frazione di Villanova sull’Arda, è la proprietà che Giuseppe Verdi acquistò nel 1848, abitandovi a partire dal 1851 e rendendola progressivamente sempre più sua. Fu Verdi, infatti, che eseguì di proprio pugno gli schizzi, dette indicazioni scritte e dettagliate per la scelta dei materiali e le misure del progetto di ampliamento della casa originale, fino a farla diventare
Non si può dire di conoscere Verdi se non si ha visitato la casa che abitò per lungo tempo e alla quale amava sempre tornare dai suoi viaggi in Italia e in Europa. Villa Verdi a Sant’Agata, una frazione di Villanova sull’Arda, è la proprietà che Giuseppe Verdi acquistò nel 1848, abitandovi a partire dal 1851 e rendendola progressivamente sempre più sua. Fu Verdi, infatti, che eseguì di proprio pugno gli schizzi, dette indicazioni scritte e dettagliate per la scelta dei materiali e le misure del progetto di ampliamento della casa originale, fino a farla diventare come egli volle e come oggi la vediamo. In questo luogo il più celebre compositore italiano visse e lavorò, godendo di un isolamento necessario al suo genio creativo e al suo carattere, schivo e riservato. L’originaria casa padronale di campagna, acquistata da Verdi, divenne così in pochi anni la residenza dove i canoni estetici del tempo e i suoi personali trovavano una perfetta realizzazione che, ancora adesso, il visitatore più attento può comprendere e ammirare. Villa Verdi oggi, mantenuta nello stato conservativo dei tempi del grande compositore, rappresenta la migliore chiave di lettura per comprendere lo spirito immortale del genio e dell’uomo Verdi.

TEATRO VERDI
Il teatro è ubicato nella Rocca (già Castello dei Pallavicino), di fondazione duecentesca ampiamente rimaneggiata, che si presenta oggi nell’aspetto che le fu dato nella seconda metà dell’Ottocento.
In precedenza era esistito un altro teatro, proprio nel medesimo luogo. Verdi vi si era esibito in gioventù, dirigendo una sinfonia per il Barbiere di Siviglia di Rossini.
L’idea di costruire un nuovo teatro era circolata in paese già nel 1845 ma il progetto fu accantonato finché il Comune acquistò la Rocca, nel 1856.
La costruzione avvenne negli anni compresi tra il 1856 e il 1868, nonostante il parere contrario del Maestro. Egli era in contrasto con i bussetani per la loro invadenza nella sua sfera privata e perché riteneva il nuovo teatro “di troppa spesa e inutile nell’avvenire”.
Così all’inaugurazione solenne del 15 agosto 1868, quando, per onorarlo, quasi tutte le signore si vestirono di verde, mentre per i signori il verde fu d’obbligo nelle cravatte, egli fu vistosamente assente, benché venissero nell’occasione allestite due sue opere: Il Ballo in maschera e il Rigoletto. Anche in seguito si guardò bene dal mettervi piede, pur avendo offerto una notevole somma di £. 10.000 per la sua costruzione e pur possedendovi un palco. Al Teatro, progettato dall’architetto Pier Luigi Montecchini, si accede dal portico, salendo poi lo scalone ornato da un busto verdiano di Giovanni Dupré; le decorazioni competono ai parmensi Giuseppe Baisi e Alessandro Malpeli, mentre i medaglioni del soffitto, raffiguranti la Commedia, la Tragedia, il Melodramma e il Dramma romantico, sono opera del bussetano Isacco Gioacchino Levi (1865).
Il Teatro, che era dotato fin dall’origine di ogni più funzionale struttura, è stato recentemente restaurato, messo a norma e riaperto; la sua capienza è di 300 persone.
Indirizzo
Piazza Verdi, Busseto (PR)
Informazioni  Tel. 0524.92487 e-mail: info@bussetolive.com
Orari: Gennaio, Febbraio, Novembre e Dicembre
da martedì a domenica dalle 9.30 alle 13.00* e dalle 14.30 alle 17.30*
da Marzo a Ottobre
da martedì a domenica e festivi dalle 9.30 alle 13.00* e dalle 15.00 alle 18.30*
*L’ultima visita inizia mezz’ora prima della chiusura
Ingresso: Intero € 4.00 – Ridotto “A” € 3.00 (previsto per gruppi oltre 20 persone – ragazzi dai 6 ai 14 anni – adulti oltre i 65 anni) – Ridotto “B” € 2.00 (previsto per scuole in gita culturale – gratuito per insegnanti accompagnatori)

 

VILLA PALLAVICINO
Villa Pallavicino è una costruzione di arte rinascimentale che sorge al di fuori delle antiche mura della città di Busseto.
Vi si accede dopo aver percorso un viale di pioppi attraverso un Arco trionfale (XVII secolo) ad un fornice (opera ascrivibile all’architetto ducale Domenico Valmagini); esso è diviso in tre parti, decorato da festoni manieristi e, al centro, da un drappeggio aperto su una finta balaustra a imitare un sipario teatrale. Gli stucchi e le terrecotte sono opera di Domenico Dossa e Bernardo Barca. Sui lati si trovano due nicchie con delle statue in pietra: una rappresenta Flora con un putto, allegoria della Primavera mentre l’altra Bacco con un faunetto, allegoria dell’autunno realizzate da Giuseppe Torretti.
Non si ha la certezza sull’autore del progetto della Villa (probabilmente Bramante o Vignola) e i Pallavicino, che la acquistarono negli anni trenta del XVI secolo per farne una residenza estiva, non ne sono i committenti. Sorse, infatti, agli inizi del XVI secolo per volere di Matteo Marri. Certo è, però, che l’imperatore Carlo V d’Asburgo, nel 1533, prima di partire da Busseto, a cui aveva concesso il titolo di città per ricompensarne la fedeltà all’impero, si recò alla Villa e gli piacque a tal punto da richiederne un disegno per ricordo; la Villa infatti presenta una particolare pianta a scacchiera (che ricorda lo stemma dei signori di Busseto ove la scacchiera è simbolo di vittoria ottenuta, in petto all’aquila imperiale), composta da cinque ambienti indipendenti uniti tra loro da un unico corpo centrale che sovrasta un grande atrio, aperto ai quattro venti detto Boffalora. La volta è interamente decorata da affreschi con delle immagini di divinità e delle grottesche raffiguranti intrecci di putti, sirene e tritoni con due code, scimmie ghignanti e uccelli multiformi. L’opera, il cui autore è presumibilmente lo stesso decoratore del salone degli stemmi del castello di Torrechiara, risale al settimo-ottavo decennio del XVI secolo. L’edificio, pur essendo circondato da un fossato, non fu creato per scopi di difesa e un tempo la balaustrata che circondava il Palazzo recava numerose statue.
Nel 1543 Villa Pallavicino ospita lo storico incontro fra l’imperatore Carlo V d’Asburgo e papa Paolo III Farnese per concordare il nuovo assetto territoriale della legazione pontificia e la creazione del ducato farnesiano affidato nel concistoro del 27 agosto 1545 a Pierluigi, figlio del papa e gran gonfaloniere della Chiesa.
Alla fine del XVII secolo Alessandro II Pallavicino ordina la ristrutturazione e l’innalzamento della villa, affidandone la direzione probabilmente ad Antonio Maria Bettoli, esecutore del palazzo Santa Fiora di Parma. La facciata, in stile classico, è alleggerita dallo slancio verticale dato dai bugnati che ritmano gli angoli, dai tagli orizzontali delle cornici marcapiano e dagli stucchi rococò eseguiti da Carlo Bossi sotto commissione del marchese Alessandro nel quarto decennio del XVIII secolo. Gli ambienti interni presentano soffitti a volta affrescati e stuccati da artisti che operarono per i Pallavicino nel XVIII secolo. A sud del palazzo nobile sorge l’edificio delle scuderie, con pianta a ferro di cavallo e ali rivolte verso la Villa.

 

Dal 10 ottobre 2009 è sede del Museo Nazionale Giuseppe Verdi.

Percorso espositivo del museo
Le 27 opere del Grande Compositore sono rappresentate in un percorso storico con la riproduzione delle scenografie originali di Casa Ricordi e dei quadri dell’epoca, i tessuti pregiati dellʼ800, le musiche immortali, in unʼambiente di luci teatrali che trasmettono emozioni uniche al visitatore e lo accompagnano in un percorso di intense atmosfere romantiche ideato dallo scenografo e regista Pier Luigi Pizzi, Maestro di riconosciuto prestigio internazionale. I leggii con i testi realizzati da Philippe Daverio, noto critico d’arte, offrono una visione storica dell’epoca, dei fatti e dei personaggi che hanno influenzato Giuseppe Verdi nella creazione delle proprie opere.
Orari e biglietti

Orari Estivo: 1 marzo – 31 marzo  Martedì – Domenica: h 10.00 – 17.30 Lunedì: chiuso

1 aprile – 31 ottobre Martedì – Domenica: h 10.00 – 18.30 Lunedì: chiuso

Invernale:1 – 30 novembreMartedì – Domenica: h 10.00 – 17.30 Lunedì: chiuso

1 dicembre – 28 febbraio    Sabato – Domenica: h 10.00 – 17.30 Lunedì: chiuso
Martedì – Venerdì: solo su prenotazione

Biglietti Adulti: Euro 9,00 Seniors:         Euro 7,00 over 65 con documento Studenti: Euro 7,00      con tessera di iscrizione valida

Bambini:gratis 10 e under (escluso scuole)

Gruppi:   Euro 7,00  min 10 max 30 persone (accompagnatore gratis)

Scuole:   Euro 4,00  min 10 max 30 studenti (accompagnatore gratis)

Audioguide
Disponibili per ogni visitatore senza alcun sovrapprezzo (lingue: It, En, De, Fr)

Visite guidate

Solo su prenotazione. Lingue disponibili: It, En, De, Fr.

Gruppi:  Euro 60,00+ biglietto gruppi (accompagnatore gratis)

Scuole:   Euro 40,00+ biglietto studenti (accompagnatore gratis)

Nota – il Museo, realizzato in una dimora storica vincolata architettonicamente, è comunque dotato di un’ascensore che permette l’accesso al piano superiore alle persone con disabilità motorie.


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