Teresa Stolz

 

 

 

TERESA STOLZ

Nata Tereza Stolzová (Kostelec nad Labem, 2 giugno1834Milano, 23 agosto1902), è stata un sopranoceconaturalizzataitaliana.
Ella viene solitamente associata a molte prémieres di opere di Giuseppe Verdied alcuni addirittura l’hanno identificata come una sua fiamma. E’ stata descritta come “il soprano verdiano drammatico per eccellenza, potente e appassionata, ma dotata da tono sicuro e da molto autocontrollo”.
Ella iniziò i propri studi sotto la guida di Josef Neruda per poi passare al Conservatorio di Praga sotto la guida di Giovanni Battista Gardigiani. Venne espulsa dal conservatorio nell’ottobre del 1851 ma continuò i suoi studi con Vojtěch Čaboun.[2] A questo punto fu Teresa stessa a decidere di recarsi in Italia, a Trieste (però all’epoca Trieste era Impero austriaco), ove raggiunse il fratello e dove studiò col compositore Luigi Ricci (che nel 1848 aveva diretto la prémiere de Il corsaro di Giuseppe Verdi[3] e che poi divenne suo cognato). Fece il proprio debutto a Tiflis nel 1857[4] ed apparizioni ad Odessa, Constantinopoli, Nizza, Granada ed altri luoghi di rilievo. Nel 1864 tornò in Italia come pupilla di Francesco Lamperti a Milano.[2] Il suo debutto europeo si tenne a Torino nel 1864.[4] Apparve regolarmente al teatro La Scala di Milano tra il 1865 ed il 1877.

Per Teresa Stolz venne creato il ruolo di Leonora nella versione rivisitata de La forza del destino di Verdi la cui prima si tenne a Milano il 27 febbraio1869. Cantò nuovamente nella prémiere della versione rivisitata del Don Carlos
Fu la prima inoltre a cantare nel ruolo protagonista nell’
Aida in Italia (La Scala, 8 febbraio 1872; il che fu anche la prima rappresentazione europea dell’opera). Verdi non aveva presenziato alla prima mondiale tenutasi al Caironel dicembre precedente in quanto egli considerava l’esibizione a La Scala di Milano l’unica e vera prima teatrale che avrebbe consacrato l’opera al successo, come di fatto fu.
La Stolz fu anche soprano solista alla prima del Requiem di Verdi il 2 maggio1874 e fu presente a tutte le esibizioni che il maestro fece di quest’opera in giro per l’Europa, compresa quella alla Royal Albert Hall di Londra nel 1875. Fu ancora Aida sotto la direzione di Verdi a Vienna nel 1875 ed a Parigi nel 1876.

Tra gli altri suoi ruoli ricordiamo quelli di Lucrezia Borgia di Donizetti come protagonista, quella ne la Norma di Bellini sempre come protagonista e ancora una volta come prima donna nella Giovanna d’Arco di Verdi. Ricoprì il ruolo di Matilde nel Guglielmo Tell di Rossini, di Alice nel Robert le diable di Meyerbeer, di Amelia in Un ballo in maschera, di Gilda nel Rigoletto[7] e di Desdemona nell’ Otello, tutte di Verdi.[8]
La sua carriera si svolse tra
Mosca, San Pietroburgo, il Cairo, Palermo, Bologna, Milano, Vienna, Parigi e Londra.[7]
Morì a
Milano nel 1902, un anno dopo la scomparsa di Verdi, ed ivi venne sepolta.

 Il rapporto con Verdi
Teresa Stolz fu l’amante e poi la fidanzata ufficiale del direttore e compositore Angelo Mariani. Questa relazione terminò attorno al 1871 ma molte furono le complicazioni che portarono a questa rottura. Mariani era stato un ottimo amico di Verdi, ma il rapporto si incrinò proprio nel 1871 quando Verdi chiese a Mariani di dirigere al suo posto la prémiere internazionale dell’ Aida al Cairo al suo posto, ben sapendo che Teresa Stolz sarebbe rimasta a Milano poi per la prima alla Scala con Verdi. La Stolz era stata accusata da molti di avere una relazione con Verdi,[9][10] ma ad oggi tale tesi non può essere comprovata. Quel che è certo è che Verdi dedicò molto del suo tempo all’allestimento della prima milanese dell’ Aida nel 1872.[11] Mariani morì di cancro nel 1873 ed il 4 settembre1875 il giornale fiorentino Il Pungolopubblicò i primi cinque articoli con dettagli intimi della vita privata della Stolz, accusandola di relazioni immorali sia con Mariani che con Verdi.
Questo è stato probabilmente causa di un lungo periodo di tristezza della moglie di Verdi, Giuseppina Strepponi, che cominciò a covare una terribile gelosia nei confronti della Stolz. La invidiava perché più giovane di lei ma soprattutto perché le aveva rubata quella sua posizione di rilievo e di completa ammirazione che il marito aveva nei suoi confronti. Si dovranno aspettare due anni per ritrovare la calma nel cuore di Giuseppina che alla fine si renderà conto che la Stolz aveva nei confronti del maestro null’altro che una semplice e grande ammirazione di compositore. Per l’occasione della loro riappacificazione, la Strepponi darà a Verdi in regalo una sua famosa foto, oggi conservata nella villa di Sant’ Agata, con la dedica: “Al mio Verdi, con l’ affetto e la venerazione di un tempo”. Da quel momento Teresa Stolz divenne una fedele amica dei due anziani coniugi, per i quali si rivelò un importante aiuto nella loro vecchiaia.


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