Immagini Verdi

 

 

Esistono uomini che lottano per buona parte della loro vita per cercare di lasciare memoria di sé, nel vano ed inutile tentativo di sfuggire all’ineluttabile oblio riservato ad ognuno di noi tranne (per chi ci crede) nel cuore di Colui che ci ha creati. Esistono uomini per i quali questo faticosissimo lavoro è svolto da altri uomini, a volte da interi popoli. Sono coloro che, per chi percorre i sentieri della vita, assumono un significato così particolare da meritare ogni sforzo per assicurarne ai posteri ogni scritto, ogni opera, finanche ogni immagine ed effigie, sebbene sbiadita dal tempo trascorso.
Nel campo del melodramma pochi autori hanno saputo simboleggiare un’intera epoca, non solo musicale, ma sociale e politica come Giuseppe Verdi. Anzi, col passare degli anni (e quindi con la fisiologica distorsione spazio-temporale che ne consegue) Verdi è giunto addirittura a rappresentare una intera nazione, un suo modo di essere, una sua identità culturale. Dopo la faticosa unità d’Italia, a quale uomo di cultura se non a Verdi tutti si aggrapparono disperatamente per poter dire: ecco, costui è un italiano vero, è l’Italiano, che tutti ci invidiano?
Oggi, per il distratto turista, Verdi è il melodramma, è l’uomo che lo ha incarnato, creato, e con il quale questa folle e sublime forma d’arte ha toccato l’apogeo. Scusate se è poco.
Nelle commemorazioni attuali il Museo Teatrale alla Scala non poteva certo rimanere in disparte: oltre alla pubblicazione di un importantissimo volume con i manoscritti musicali del Maestro custoditi nei suoi archivi, in buona parte inediti, diamo alle stampe questo agile volumetto di immagini di Verdi, tutte fotografie dell’epoca, spesso arricchite da dediche autografe.
Ne esce un ritratto di Verdi poco retorico, bensì molto umano e sincero. Al lettore l’arduo compito di indagare sul volto dell’uomo Verdi le tracce dello sviluppo della sua musica, dalla semplice impetuosità di Nabucco al sovrano ed inarrivabile distacco di Falstaff che, a chi potrebbe, sfogliando queste pagine, intristirsi riflettendo anche solo per un fugace istante sulla caducità della vita, ricorda: “tutto nel mondo è burla“!

LEGENDA DELLE FOTO

0001 Fotografia di Verdi del 1844
0002 Fotografia di Nadar, 1862-63
0003 Fotografia di Disderi e Cie di Parigi, 1855-57 con dedica a Emilia Morosini madre del patriota Emilio Morosini
0004 Un’altra “posa” per Disderi e Cie
0005 Fotografia di Nadar 1866-67 Firma autografa con dedica al signor Ceccarini
0006 Fotografia con firma autografa di Ch. Reutlinger di Parigi e di Montabone di Torino 0007 Fotografia dalla quale J. Roberti ricavò una incisione pubblicata nel periodico “L’Illustration” del 23 marzo 1867
0008 Intensa immagine 5 Fotografica. Ignoti fotografo e anno di pubblicazione
0009 Fotografia di Giulio Rossi (Milano-Genova) in passe-partout ovale, con firma autografa.
0010 Fotografia edita, verso la metà degli anni ottanta, dallo Stabilmente Ricordi
0011 Fotografia di Pagliano e Ricordi con dedica autografa alla contessa Luisa Casati, 23 gennaio 1887
0012 Fotografia di Achille Ferrario di Milano con dedica autografa alla contessa Luisa Casati. Milano 9 febbraio 1893
0013 Fotografia di Achille Ferrario con dedica autografa a Pini. Milano 1893
0014 Verdi, la sera della prima di Otello, con il baritono Victor maurel (Jago). Parigi 1894
0015 Verdi e il direttore d’orchestra Leopoldo Mugnone. Fotografia di autore anonimo con dedica autografa di Mugnone alla signora Barsotti
0016 Verdi e Domenico Mustafà. Fotografia di Piero Tempestini, la Spezia
0017 Immagine di Verdi negli anni Novanta
0018 Verdi e Arrigo Boito nell’estate 1892, nel Giardino Perego di via Borgonuovo a Milano dove abitava Giulio Ricordi. Fotografia di Achille Ferrario. Milano
0019 Verdi al centro, con Tito Ricordi (alla sua destra) e Giulio Ricordi. Estate 1892. Giardino perego. Fotografia di Achille Ferrario, Milano
0020 Verdi a Sant’Agata nel 1900. Da sinistra, seduti: la figlia adottiva maria Carrara, la cognata Barberina Strepponi e Giuditta Ricordi, moglie di Giulio. Da sinistra, in piedi: Tresa Stolz, Umberto Campanaro, l’editore Giulio Ricordi e una persona non identificata
0021 Verdi a Montecatini: seduta alla sua destra Terese Stolz. Fotografia di Pietro Tempestini, 1898
0022 Ritratto dell’estate 1892, al Giardino Perego di via Borgonuovo a Milano. dedica autografa “all’Egr. Dottor Caporali”, 1898. Questa fotografia di Achille Ferrario servì al pittore Carlo Chiesa per l’esecuzione di una acquaforte. Una copia di questa fotografia fu dedicata nel 1893 a Francesco Crispi, il grande patriota.
0023 Profilo di Verdi in una fotografia con firma autografa eseguita da Guigoni e Bossi di Milano. Anni Novanta
0024 Una delle ultime immagini di Verdi con dedica datata 1901. Fotografia di Pietro Tempestini 1897-98 circa

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