Alfredo Edel

 

 

Il pittore, originario di Colorno, morì un secolo fa in Francia,
dopo una carriera di successo.
EDEL, COSTUMISTA DI VERDI
Collaborò anche con la Scala,
con Casa Ricordi e persino
col famoso circo Barnum

 Si parla molto in questo periodo dell’imminente anniversario verdiano e delle relative celebrazioni; in questo ambito merita un ricordo l’artista Alfredo Edel, colornese di nascita, ma di famiglia di origine alsaziana, che fu il primo costumista di “otello”, morto cent’anni fa in Francia.
Figura poliedrica, Edel fu illustratore e costumista e scenografo, con grande fecondità produttiva e fantasia, che gli diedero una fama internazionale.

 

Nato a Colorno ne11856, respirò l’atmosfera artistica nella sua famiglia; la madre era Clementina Naudin, figlia del celebre miniaturista e maestro di pittura di Maria Luigia, che ci ha lasciato tante immagini di vita familiare della duchessa (inseguito fu regio pittore di Vittorio Emanuele di Savoia).

Anche il padre era pittore dilettante e così i fratelli furono artisti. Alfredo non segui regolari all’Accademia, ma ebbe due ottimi maestri nell’architetto Pancrazio Soncini e in gerolamo magnani, con cui collaborò al “Simon Boccanegra” di Verdi rappresentato alla Scala ne11881.

Collaborò con la Scala e con la casa editrice Ricordi, per la quale illustrò varie copertine che riscossero grande successo; fu poi collaboratore del Bartazaghi, assai colto, e del Manzotti, mimo e scenografo, dal quale apprese il rispetto per il vero storico, che però reintegrò con estro e fantasia. Sceglieva con cura le stoffe, di cui studiava attentamente l’effetto sotto le luci di scena.

Ad esempio, per l’”Otello” di Verdi si recò a Venezia per studiare gli abiti dipinti nei loro quadri dai grandi pittori veneziani, in particolare Carpaccio e Gentile Bellini. L’opera fu rappresentata alla Scala ne11887 con giudizi favorevoli, nonostante le critiche dello stesso Verdi, che trovò un Otello troppo selvaggio, una Desdemona troppo ricercata e uno lago troppo bello.

Edel disegnò ben 400 figurini, dedicandosi anche al balletto, tra cui “Pietro Micca” rappresentato alla Scala nel 1875 e “Sieba” per il Regio di Torino nel 1876, le cui scene di grande effetto affascinarono il pubblico. L’incontro con il coreografo Luigi Manzotti lo portò al balletto tipo musical, come il Ballo Excelsior, dato alla Scala nel 1881 con gran numero di artisti e comparse (508 personaggi). Lo spettacolo festeggiava le conquiste della civiltà, come la macchina a vapore, la pila elettrica, il telegrafo, il taglio dell’istmo di Suez. Altri balli di questo tipo furono “Amor” e “Rosa d’amore” nel 1899; la fatica, dello scenografo era enorme, se si pensa alle centinaia di figurini e alle migliaia di oggetti per le scene.

Questo tipo di spettacolo piacque soprattutto a Parigi, dove Edel sbarcò per collaborare con la casa produttrice di arredi teatrali 0llendorf; così, pur restando legato a Milano, aprì atelier a Parigi e a Londra. Qui conobbe il re del Circo americano Barnum, con cui instaurò una collaborazione foriera di grande successo.

Si accostò inoltre a teatro di prosa creando bozzetti per opere di Molière, Shakespeare, Rostand, non disdegnando le operette della Folies Bergères e il Nouveau Théatre del Casino de Paris. Gli fu donata, per tutta questa attività, una medaglia d’oro dalla Direzione dell’Esposizione Mondiale.

 

Continuò comunque la collaborazione con la casa Ricordi (che a sua volta gli donò una medaglia d’oro) per la quale creò costumi per alcune opere di Verdi, come il “Don Carlo” e il già citato “Otello”; Verdi era molto esigente e non lesinò qualche critica: nel “Don Carlo” giudicò troppo vistosi i collari della regina che la rendevano più bassa; per l”Otello”, in una lettera a Ricordi, affermò che era più simile a un sovrano abissino o zulù, che a un comandante al servizio della Serenissima.

A Parma nel 1984 fu dedicata ad Alfredo Edel una mostra presso il Palazzetto Eucherio Sanvitale,

che evidenziava la sua esuberante creatività e la sua capacità interpretativa degli ambienti storici e della psicologia dei personaggi.

Edel morì a Boulogne sur Seine in Francia nel 1912

 


6 thoughts on “Alfredo Edel

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