Storia e origine della Pasqua

 

 

 

Storia e origine della Pasqua cristiana ed ebraica

Per ripercorrere le origini della Pasqua nelle due religioni che la celebrano, l’ebraismo e il cristianesimo, dobbiamo rifarci ai testi della Bibbia. In entrambi i casi si festeggiano importanti momenti di rinnovamento e si passaggio a una vita nuova

 

​​Per capire la storia della nascita e della celebrazione della Pasqua professata dalle due più grandi religioni monoteiste, il Cristianesimo e l’Ebraismo, dobbiamo fare un salto nel passato e andare a scandagliare i più remoti angoli della storia.La Pasqua cristiana glorifica il sacrificio del figlio di Dio, Gesù di Nazareth che, dopo essere stato crocifisso, risorge per liberare gli uomini dal peccato originale. La Pasqua ebraica festeggia la liberazione del popolo giudeo dalla schiavitù dell’Egitto.
L’origine della Pasqua, secondo il Nuovo Testamento, risale alla crocifissione di Gesù, episodio che coincide con la vigilia della celebrazione di quella ebraica.
I cristiani di origine ebraica onoravano la Resurrezione dopo la celebrazione della Pasqua semitica, mentre i cristiani di origine pagana la ossequiavano tutte le domeniche dell’anno. Da questa ambivalenza e confusione di festeggiamenti nacquero numerosi controversie che terminarono nel 325 d.C. grazie al Concilio di Nicea, che stabilì che la Pasqua doveva essere celebrata la prima domenica dopo la luna piena che seguiva l‘equinozio di primavera. Nel 525 d.C. si stabilì che questa data doveva cadere tra il 22 marzo e il 25 aprile.
La Pasqua cristiana
La Pasqua cristiana è preceduta dalla Quaresima, un periodo di penitenza di quaranta giorni che va dal mercoledì delle Ceneri al Sabato Santo. La Domenica seguente – la Domenica delle Palme, il cui simbolo è il ramo d’ulivo – viene ricordato l’arrivo del Messia in Gerusalemme e la sua passione.
Da qui inizia la Settimana Santa, durante la quale hanno luogo momenti liturgici ben precisi. Dal lunedì al mercoledì è il tempo della Riconciliazione, il giovedì mattina si apre con la Messa del Crisma, in cui vengono benedetti l’olio profumato – quello utilizzato nei sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell’Ordine – l’Olio dei catecumeni e l’Olio degli infermi.
La sera del giovedì Santo si svolge la Messa in Cena Domini in ricordo dell’ultima cena di Gesù, alla quale segue la processione al “sepolcro”. Le ostie, che saranno utilizzate nella celebrazione del venerdì santo, vengono portate in un tabernacolo, il sepolcro, per essere adorate dai fedeli.
I cristiani considerano il venerdì Santo un giorno di contemplazione della passione di Gesù: è infatti in questo giorno che si svolge il rito della Via Crucis, che in maniera figurativa ripercorre l’ultimo giorno di vita del Figlio di Dio. Questa giornata è, per tutti i fedeli, dedicata al digiuno, testimonianza del bisogno di partecipazione alla Passione e alla Morte di Cristo.
Il sabato Santo è un giorno di riflessione e preghiera silenziosa. La notte tra sabato e domenica si svolge la Veglia Pasquale, durante la quale si leggono le promesse di Dio al suo popolo. Questa notte è scandita da quattro momenti: la Liturgia della luce (benedizione del fuoco, preparazione del cero, processione, annunzio pasquale); Liturgia della Parola (nove letture); Liturgia Battesimale (canto delle Litanie dei Santi, Preghiera di benedizione dell’acqua battesimale, celebrazione di eventuali Battesimi); Liturgia Eucaristica. Il giorno di Pasqua si festeggia la resurrezione del Redentore.
La Pasqua ebraica
Le origini della Pesah, Pasqua ebraica, risalgono, probabilmente, alla festa pastorale che veniva praticata nel Vicino Oriente dai popoli nomadi per ringraziare Dio. I festeggiamenti pastorizi erano legati anche alla “festa del pane non lievitato” – mazzot.
Dopo la liberazione del popolo ebraico, fuggito dall’Egitto guidato da Mosè, la Pasqua ebraica assunse un diverso significo. Mosè, come è scritto nel dodicesimo capitolo dell’Esodo, programmò la fuga del suo popolo. Tutti gli ebrei uccisero un agnello di un anno, consumarono il pasto in piedi con il bastone, pronti per la partenza, e segnarono con il sangue dell’animale le porte delle abitazioni. Così facendo tutti i primogeniti ebrei si sarebbero salvati dall’angelo inviato da Dio.
Ancora oggi la Pasqua ebraica, che inizia con il plenilunio di marzo e dura per otto giorni, è celebrata seguendo antichi riti. Durante questi otto giorni tutto gli ebrei ricordano la liberazione dalla schiavitù del proprio popolo dalle vessazioni egiziane e l’inizio di un viaggio lungo 40 anni alla volta della terra promessa.
La celebrazione della Pasqua coinvolge tutti i familiari con la lettura dell’Haggadà – libro della leggenda. In questo periodo, inoltre, sono banditi i cibi lievitati e per questo si mangia esclusivamente il pane azzimo. La tavola, durante la festa, è ricca di cibi simbolici: le erbe amare che ricordano la sofferenza del popolo ebraico, il pane azzimo, l’agnello arrostito intero, le erbe rosse, un uovo che simboleggia il lutto e la salsa charoseth, usata dagli schiavi ebrei in Egitto.

I simboli della Pasqua
La religione cattolica attribuisce a tutto il periodo di Pasqua alcuni simboli inconfondibili: dalla Quaresima fino alla domenica di Resurrezione, ecco quali sono i motivi ricorrenti più importanti della festività liturgica

​​​Nelle celebrazioni liturgiche di Pasqua, tre elementi sorgono a simbolo di questa festività: il fuoco, il cero e l’acqua. Ma facendo un piccolo passo indietro, nel periodo che precede le festività pasquali, la Quaresima, un elemento è fra tutti il protagonista, la cenere.
La cenere
La cenere è l’elemento che contraddistingue il primo giorno di Quaresima, periodo di penitenza, digiuno e carità, in preparazione della Pasqua. La cenere che viene sparsa sul capo dei fedeli nelle celebrazioni del mercoledì dopo martedì grasso, vuole ricordare la transitorietà della vita terrena. È un monito che prepara alla penitenza per ricordare che “polvere tu sei e in polvere tornerai” come recita il libro della Genesi (3,19). Secondo la tradizione, la cenere usata nelle celebrazioni del primo mercoledì di Quaresima, è ricavata dalla combustione dei rami di ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell’anno precedente.
Il fuoco
Simbolo fondamentale nella liturgia cristiana, il fuoco è la somma espressione del trionfo della luce sulle tenebre, del calore sul freddo e della vita sulla morte. Durante la ricorrenza pasquale, questo simbolo raggiunge la massima celebrazione attraverso il rito del fuoco nuovo e dell’accensione del cero. Nella notte di Pasqua, un fuoco viene acceso fuori dalla chiesa, intorno ad esso si raccolgono i fedeli e proprio da questo fuoco viene acceso il cero pasquale.
Il cero
Il cero pasquale è il simbolo di Cristo, vera luce che illumina ogni uomo. La sua accensione rappresenta la resurrezione di Cristo, la nuova vita che ogni fedele riceve da Cristo e che, strappandolo alle tenebre, lo porta nel regno della luce assieme agli angeli. Dopo l’accensione del cero con il fuoco nuovo, una processione lo accompagna all’interno della Chiesa. Questa processione di fedeli simboleggia il nuovo popolo di Dio, che segue Cristo risorto, luce del mondo.
L’acqua
È l’elemento che purifica ed il mezzo attraverso il quale si compie il Battesimo. La notte di Pasqua è la notte battesimale per eccellenza, il momento in cui il fedele viene incorporato alla Pasqua di Cristo, che rappresenta il passaggio dalla morte alla vita. Nelle altre domeniche in cui si compie questo sacramento, è come se si prolungasse e rinnovasse settimanalmente la domenica per eccellenza, la Festa di Pasqua​.

Tradizioni della Pasqua in Europa e nel mondo
Alla scoperta delle tradizioni locali con le quali si festeggia la massima festa del cristianesimo, dai Paesi nordici alla Terra Santa, passando per l’Oriente
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La Pasqua, in quanto massima festa cristiana, viene festeggiata in tutti i paesi dove questa religione è presente, oltre ad Israele, patria degli Ebrei. I simboli che ricorrono, come si può notare, sono comuni un po’ a tutte le tradizioni locali.
Paesi nordici
I paesi nordici accolgono la Pasqua festeggiando anche l’arrivo della primavera. In Svezia e Finlandia, la domenica delle Palme si benedicono dei rami di pioppo bianco con le gemme. Di origine medievale è il rito che i bambini compiono la settimana prima della Pasqua: si vestono da streghe e distribuiscono le loro letterine in cambio di caramelle. Cibo caratteristico delle festività pasquali in Finlandia è il “Pasha” a base di formaggio e il “Mammi”, un budino di segale.
In Svezia si mangiano uova sode colorate. In Danimarca, le case vengono ornate con rami fioriti e uova dipinte, la domenica di Pasqua l’intera famiglia si riunisce per un buffet freddo e ai bambini viene regalato il coniglio di cioccolato.
Europa cattolica e protestante
Le campane delle chiese in Francia restano silenziose fino il venerdì Santo, in segno di dolore per Gesù Crocefisso. Ai bambini si racconta che queste volino via verso Roma, per poi tornare la domenica della Santa Pasqua. Quando risuonano dai campanili, i più piccoli cominciano la ricerca delle uova di cioccolato nascoste dai genitori prima dei festeggiamenti.
I fuochi di Pasqua bruciati a mano con pezzi di legno o con una grande lente sono un’usanza tedesca. In Germania, infatti, è accesa la fiamma del “fuoco sacro” come tradizione pasquale, mentre le ceneri sono disseminate negli orti dai contadini, sono l’augurio propiziatorio per il raccolto. Dolci e pietanze tipiche della festa sono l’agnello e l’uovo di cioccolato, donato ai bambini da un coniglietto chiamato “Osterhase”.
In Inghilterra, durante le festività pasquali, vengono rivolte particolari attenzioni a persone bisognose: ai poveri vengono donate delle offerte e gli anziani vengono aiutati nel lavaggio dei piedi. Il dolce tipico è rappresentato dagli “hot cross buns”, piccole brioches fatte con uvetta e cannella e decorate con una croce fatta di glassa, per ricordare la passione di Cristo.
Europa ortodossa
La Pasqua, in Russia, si celebra con una processione attorno alla cattedrale della città di Sargorsk, dove risiede il Pope di tutta la Russia. La domenica, tutta la famiglia si riunisce e organizzano un picnic sulla tomba di un parente morto e la sera si prepara un banchetto con diversi tipi di carni, pesce e funghi.
La Grecia festeggia la Pasqua con riti greco-ortodossi: ogni fedele accende in chiesa una candela, che porterà con se a casa. In occasione della Pasqua, è tradizione mangiare dolcetti, pane pasquale, uova colorate e la “Marghiritsa”, una zuppa tipica pasquale fatta con l’agnello.
Pasqua in Terra Santa
In Israele, si festeggiano due eventi: la Pasqua cristiana e la festa ebraica del “Passah“. Durante la settimana santa, si svolgono processioni e si ripercorrono le tappe della Vita Crucis. La festa ebraica del “Passth” ha inizio il giovedì prima di Pasqua e ricorda l’esodo degli ebrei in Egitto e ha la durata di sette giorni.

Sagre e feste popolari della Settimana Santa
Durante la Settimana Santa sono molti gli appuntamenti: tra riti sacri, feste popolari e sagre, ecco alcuni degli appuntamenti più interessanti da vivere in giro per l’Italia insieme a tutta la famiglia

​​​​Sono tante le processioni, i riti, le sagre e le feste popolari con i quali si celebra la Settimana Santa nella nostra Penisola. Un viaggio in Italia andando da nord ovest verso sud, per scoprire come, tra riti religiosi e antiche tradizioni popolari, gli italiani festeggiano la Pasqua.
Oleggio: Corsa della Torta
Nella cittadina di Oleggio, in provincia di Novara, per le festività pasquali, si partecipa alla corsa della torta. La tradizione, che sembra risalire al XII secolo, comincia con varie rappresentazioni e un corteo al quale partecipa tutto il paese. La corsa della torta comincia nella piazza, dove si riunisce la parata e vi partecipano i giovani celibi dei diversi rioni: il vincitore porta a casa una torta, primo premio della gara.
Bormio: Carri allegorici e sfilate
Anticamente nel paese erano portati nella piazza gli agnelli agghindati, per poi essere benedetti nella messa pasquale. Oggi a Bormio, in provincia di Sondrio, la tradizione vuole che ogni contrada del paese prepari carri allegorici colorati, che sono portati a spalla per le vie del centro. Accompagnati dalla folla, dai canti e dalla musica, i carri arrivano nella piazza, dove sostano fino il lunedì di Pasqua.
Mantova: Ostensione dei Sacri Vasi
La storia dei Sacri Vasi di Mantova risale a san Longino che si narra, ferì Gesù con una lancia. Dopo essersi pentito, il soldato romano raccolse il sangue del Redentore nei vasi che furono poi ritrovati nel giardino dell’ospedale dei Pellegrini. La processione, che il venerdì Santo si tiene a Mantova, è un rito serale che si svolge nelle vie cittadine dopo l’ostensione dei Sacri Vasi sull’altare della Basilica.
Zuglio: Bacio delle croci
A Zuglio, in provincia di Udine, nella zona dove un tempo sorgeva la chiesa di S. Pietro di Carnia, risalente all’VIII secolo d.C. e situata su un’altura, si svolge il rito sacro del bacio delle croci. Dal paese, nel giorno dell’Ascensione, ogni parrocchia porta in processione verso il luogo sacro la propria croce abbellita da nastri e corone, seguita dai fedeli e dalla benedizione del parroco. I festeggiamenti si svolgono tutt’intorno all’altura tra i campi di Zuglio con musica e banchetti.
Santa Maria della Longa: Sagra del lunedì di Pasqua
A Santa Maria della Longa, sempre in provincia di Udine, si svolge la sagra del Lunedì di Pasqua, una manifestazione che risale al 1700. Una festa paesana da trascorrere tra balli, canti e giostre. In piazza sono allestite altalene e il tiro al bersaglio, e le stradine sono affollate da venditori ambulanti che vendevano arance, mandarini e carrube. In passato si organizzavano come oggi, feste da ballo presso i cortili, nei poderi, e nelle osterie, che continuano dal vespro al tramonto.
Tredozio: Sagra e il Palio dell’Uovo
A Tredozio, in provincia di Forlì, la domenica di Pasqua e il lunedì dell’angelo si svolgono la Sagra e il Palio dell’Uovo. La prima gara è la corsa dell’uovo, poi si prosegue con la ricerca dell’uovo nel pagliaio e con la battaglia delle uova. La Gara dei Mangiatori di Uova Sode ed altri giochi tipici della tradizione agreste, come la famosa pentolaccia e la corsa con l’uovo nel cucchiaio, terminano con la consegna dell’uovo d’argento.
Cervia: Sposalizio del mare
Il rito che ogni anno si ripete per le festività pasquali a Cervia, in provincia di Ravenna, è lo Sposalizio del mare. Antiche fonti orali narrano della disavventura del Vescovo in mare, il quale riuscì a calmare la tempesta donando al mare il suo anello episcopale. Da allora al porto di Cervia vengono allestiste a festa le imbarcazioni che, raggiunte dal clero e dalle autorità, prendono il largo. Caratteristico il corteo, accompagnato da balli e canti, che si raduna per ascoltare le parole di benedizione del Vescovo, seguite dal lancio dell’anello.
Firenze: Scoppio del Carro
Lo scoppio del Carro è una festa fiorentina che deve la sua origine a tre schegge del Sacro Sepolcro conservate nella Chiesa dei Santi Apostoli. La storia narra che i crociati nella Chiesa della Resurrezione distribuivano il fuoco benedetto provocato dai tre frammenti del Sepolcro. Oggi il fuoco sacro è trasportato da un carro trainato dai buoi con una torre, ed è accompagnato da un corteo di musicisti e sbandieratori. Dopo la messa viene accesa la miccia del razzo collegato alla colombina che dà inizio all’emozionante scoppio del carro.
Porto Recanati: Bara de notte
Il Venerdì santo comincia a Porto Recanati, in provincia di Macerata, la popolare festa pasquale che risale al 1713, quando fu istituita la Confraternita del Cristo Morto. Si organizza per la Pasqua un convitto per assistere i poveri e la processione che accompagna la bara, oggetto principale della tradizione. Un artigiano è incaricato dal suo predecessore di costruire con legno e tela la bara che contiene il simulacro del Cristo, portato poi in processione da dodici pescatori accompagnati da canti e inni tradizionali.
Urbania: Punta e Cul per Pasqua e Pasquetta
A Urbania, in provincia di Pesaro, per Pasqua e Pasquetta ogni anno si rinnova l’antica tradizione di Punta e Cul, dove centinaia di uova sode si trasportano nell’aia dentro un cestino: la gara consiste nel battere le uova l’una con l’altra, il vincitore è quello il cui uovo rimane intatto e che conquista tutte le uova che aveva rotto. La tradizione è ispirata alle usanze delle aie contadine dove, la mattina di Pasqua e nei due giorni che la seguivano, ci s’incontrava per sfidarsi al gioco dell’uovo.
Tarquinia: Processione del Cristo
La processione del Cristo nella provincia di Viterbo è caratteristica per la sua velocità. Gli abitanti del paese, infatti, festeggiano la celebrazione della Santa Pasqua con un corteo che vede correre su e giù per le strade di Tarquinia la statua di Gesù Crocefisso. Il rito, chiamato anche Corsa di Cristo, è rappresentato da una settecentesca scultura portata a spalla e un corteo in giro per il paese,  accompagnato da spari di fucile e doppiette maremmane.
Sulmona: la Madonna che scappa
A Sulmona, in provincia dell’Aquila, la domenica di Pasqua si rinnova uno dei riti più affascinanti di tutto l’Abruzzo, la Madonna che scappa perdendo il manto nero: tra le mani della sua statua spunta una rosa rossa e delle candide colombe che secondo la tradizione sono auspici di prosperità. Comincia così il corteo accompagnato dal suono delle campane in festa e dai fuochi d’artificio. Una celebrazione di origine medievale che si svolge nella scenografica piazza Garibaldi, nel parco nazionale della Maiella.
Orsogna: Ballo dei Talami
La tradizionale festa pasquale a Orsogna, in provincia di Chieti, affonda le sue radici nelle credenze popolari del passato, si narra, infatti, che la Madonna del Rifugio, trovata nella chiesa distrutta dai bombardamenti, copriva con il suo manto azzurro i fedeli che si trovavano lì per pregare. Oggi nelle festività si riproduce quell’episodio nei diversi rioni, si allestiscono Sette Talami che raffigurano la Madonna e i suoi fedeli con personaggi viventi e si procede nella sfilata per le stradine di Orsogna fino ad arrivare alla chiesa.
Barano D’Ischia: Ballo ‘Ndrezzata
La danza chiama Ndrezzata, che vuol dire intrecciata, è una tradizione pasquale di Barano d’Ischia: la musica folkloristica dei tamburi accompagna una ventina di uomini vestiti in costumi che ricordano i guerrieri nelle battaglie. L’origine di questo rito danzante risale alle battaglie dei saraceni, anche se non è storicamente accertato da date o reperti che ne certificano l’esistenza nel passato. Oggi è una ricorrenza che viene rispettata per i suoi buoni auspici.
Bagnara Calabra: L’affruntata
In questo paese, in provincia di Reggio Calabria, festeggiano la pasqua con il rito dell’affruntata, una processione particolare del Cristo Risorto che s’incontra con la Madonna. Due cortei partecipano all’incontro partendo da due luoghi opposti: le persone in costume, che rappresentano gli angeli, le pie donne e gli apostoli, seguono le statue che sfilano per le vie del paese. Il suggestivo rito raffigura l’incontro tra madre e figlio, che annunciano la resurrezione.
San Demetrio Corone: Primavera albanese
La Pasqua nella provincia di Cosenza è rappresentata dalla Primavera albanese, un antico rito che risale all’origine etnica del paese di San Demetrio. La festa dura per l’intera celebrazione pasquale e comincia il sabato quando tutti i partecipanti si recano alla fontana del paese e, nel silenzio solenne, s muovono in processione. Giunti alla fontana bevono l’acqua in segno di augurio e danno inizio ai festeggiamenti con canti greci e un grande falò acceso nella piazza centrale.
Sicilia: la Pasqua sull’isola
Il periodo pasquale è festeggiato in diversi paesi siciliani con tradizioni caratteristiche che ogni anno attirano turisti da tutta l’Italia (si veda il documento allegato). La domenica di Pasqua, nella maggior parte dell’isola è festeggiata nelle piazze con la rappresentazione dell’incontro tra Maria e Gesù Risorto, chiamata secondo la località, Junta o ‘Ncontru. I riti e le processioni appartengono alla tradizione siciliana, come quella di San Cataldo, dove apostoli giganti in cartapesta accompagnano il corteo. I festeggiamenti pasquali in Sicilia sono attesi come un rinnovo dell’esistenza: un commiato all’inverno celebrato con riti e tradizioni antiche.
Sassari: la Settimana Santa
A Sassari, le celebrazioni per la Settimana Santa si aprono con la messa nella Chiesa delle Monache Cappuccine e con la benedizione delle Palme nella Chiesa della SS. Trinità. Una celebrazione di grande effetto è la rappresentazione della Madonna dei sette dolori: una statua della Vergine Maria è portata in processione dai membri di tutte le confraternite alla ricerca del Figlio morto. Arrivati in Piazza Colonna Mariana avviene il commovente incontro con il Cristo Risorto.

Perché la Pasqua non cade mai lo stesso giorno
Pasqua non cade mai la stessa domenica ma perché? Ecco spiegato il criterio alla base della variabilità di una delle ricorrenze più importanti della religione cristiana e la tabella con le date della celebrazione fino al 2025
​​​​​​​Secondo i comuni modi di dire, la Pasqua “un anno arriva alta, un anno arriva bassa”. Della Pasqua non si sa mai quando arriva, perché questa festa non ha una data precisa come tutte le altre ricorrenze religiose. L’unica cosa certa è che si celebra una domenica compresa tra il 22 marzo e il 25 aprile. A questo periodo si lega la definizione popolare di Pasqua bassa quando cade nel mese di marzo o nei primi giorni di aprile; Pasqua alta quando si festeggia nel periodo successivo.
Ma come si calcola la data della Pasqua? Quando capita la Pasqua 2018? Nel corso della storia, il calcolo di questa festa è stato sempre fonte di discussione vedendo lo scontro di diverse correnti di pensiero, scontro che si è risolto solo nel 325 con il Concilio di Nicea. In questa occasione si vollero stabilire dei criteri fondati sui dati delle Sacre Scritture, con il desiderio di promuovere l’unità tra le varie chiese.
Il Concilio, stabilendo un’unica osservanza della Pasqua, desiderava mostrare il suo impegno a favore della missione unitaria della chiesa nel mondo. Si stabilì così che la Pasqua cristiana sarebbe stata celebrata la domenica seguente il primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera, giorno che coincide con l’inizio dei festeggiamenti della Pasqua ebraica che dura per 8 giorni. Quindi, se il 21 marzo è luna piena e cade di sabato, la Pasqua sarà celebrata il giorno seguente, ovvero il 22 di marzo. Se invece il primo plenilunio è di domenica la Pasqua sarà festeggiata la domenica successiva.
Ecco i criteri in base ai quali si calcola il giorno di celebrazione della Pasqua:
la Pasqua deve cadere la prima domenica seguente il primo plenilunio di primavera;
per determinare la data, in occasione del Concilio di Nicea, venne adottato il ciclo astronomico del greco Metone, vissuto nel V secolo avanti Cristo; come base per il computo, si usa il meridiano di Gerusalemme, luogo della morte e della risurrezione di Gesù.
Di seguito riportiamo una tabella elaborata seguendo questi principi con le date della celebrazione fino al 2025.

Anno Pasqua cristiana Luna piena di primavera
2017 16 aprile ​​11 aprile
2018 1 aprile 31 marzo
2019 24 marzo 21 marzo
2020 12 aprile 8 aprile
2021 4 aprile 28 marzo
2022 17 aprile 16 aprile
2023 9 aprile 6 aprile
2024 31 marzo 25 marzo
2025 20 aprile 13 aprile
2026 5 aprile​​​ 2 aprile
2027 28 marzo 22 marzo
2028 16 aprile 9 aprile
2029 1 aprile 30 marzo
2030 21 aprile ​​18​ aprile

Le uova decorate
Decorare le uova, simbolo della Pasqua, può essere un ottimo metodo per liberare la fantasia. Ecco alcune idee creative da realizzare da soli o con i più piccoli
​Le uova decorate fanno parte della tradizione pasquale. Sode o vuote, colorate o a fantasia, vediamo di seguito come dare un tocco di creatività alla nostra festa.
Sode o vuote?
Le uova da colorare possono essere sode oppure vuote:
per preparare le uova sode, mettetele in una casseruola e copritele di acqua; ponete la casseruola sul fuoco e portate l’acqua ad ebollizione; coprite la casseruola e lasciate in infusione per circa 20 minuti; quindi gettate l’acqua calda e fate freddare le uova sotto l’acqua corrente; se preferite usare uova vuote, fate un buco ad ognuna delle due estremità delle stesse e soffiate con forza in uno dei due buchi, facendo uscire il contenuto dell’uovo dall’altra cavità.
I colori delle uova
Per dipingere le uova, si possono usare coloranti sintetici o naturali. :
nel primo caso, non usate tempere, acquarelli o simili, ma acquistate i coloranti per alimenti al supermercato; se invece preferite i colori naturali, potrete usare bucce di cipolle cotte e tè per ottenere il marrone, foglie di edera e di ortica per il verde, zafferano cotto e cumino per il giallo, succo di rape rosse per il rosso.
Le tecniche per la colorazione sono due. Le uova possono essere messe in acqua calda colorata, addizionata di aceto, ottenendo colori intensi e brillanti. In alternativa si può scegliere la tecnica dell’immersione a freddo: colorate l’acqua, fatela raffreddare e quindi immergete le uova in questo liquido, dove dovranno restare in infusione per un paio d’ore. Con questa seconda tecnica, otterrete colorazioni più tenui e trasparenti.
Uova… con fantasia
1) Uova floreali. Procuratevi dei fiori o foglie dai bordi ben delineati e attaccateli sull’uovo, usando un pennello intriso di albume sbattuto. Quindi inserite l’uovo in una calza velata ed immergetelo in un bagno di colore e fatelo bollire per circa mezz’ora. Fate freddare l’uovo, quindi staccate delicatamente le foglie o il fiore: avrete ottenuto delicate uova floreali.
2) Uova cerate. In questo caso, prendete un uovo già colorato e cospargetelo di colla vinilica o di cera fusa (a bagnomaria). Quindi mettete degli elastici di diverso spessore, per creare disegni astratti. Quando la colla sarà asciutta, immergete l’uovo in un secondo bagno (a freddo) di colore e lasciatele per tutta la notte. La mattina successiva togliete la colla e gli elastici: sotto di esse il colore del secondo bagno non sarà trapelato e le vostre uova saranno pronte.
3) Uova a mano libera. Per i più fantasiosi… le uova possono essere decorate a mano libera, con pastelli di cera o pennelli indelebili.
4) Uova rigate. Infine, guardate su questo video (non parla inglese, non vi preoccupate) come ottenere un effetto molto elegante per le vostre uova, con l’aiuto di semplici elastici e buon lavoro!

L’uovo di Pasqua – Storia e significato simbolico
L’uovo è il simbolo della Pasqua ma non solo: già nell’antichità esso nascondeva in sé un mistico significato. Ecco dunque la sua storia e tutto ciò che rappresentato e continua ancora oggi a rappresentare per la tradizione cristiana e non solo

​​​​​​​​​​”Omne vivum ex ovo”, cioè “tutti i viventi nascono da un uovo“, è il motto che per secoli ha spiegato il principio che la vita non può avere origine dal nulla. Da esso capiamo quale importanza abbia sempre avuto l’uovo, con la sua forma perfetta, nel nostro immaginario.
In tutto il mondo, l’uovo è il simbolo della Pasqua. Dipinto o intagliato, di cioccolato o di zucchero, di terracotta o di cartapesta, l’uovo è parte integrante della ricorrenza pasquale e nessuno vi rinuncerebbe. Ma quanti di noi conoscono il significato autentico di questo simbolo?
Se quelle di cioccolato o di cartapesta hanno un’origine recente, le uova vere colorate e decorate hanno una storia antichissima, che affonda le sue radici nella tradizione pagana. Simbolo della vita che nasce, l’uovo cosmico è all’origine del mondo: al suo interno avrebbe contenuto il germe degli esseri. Presso i greci, i cinesi e i persiani, l’uovo era anche il dono che veniva scambiato in occasione delle feste primaverili, quale simbolo della fertilità e dell’eterno ritorno della vita. Gli antichi romani usavano seppellire un uovo dipinto di rosso nei loro campi, per propiziarsi un buon raccolto.
Con l’avvento del Cristianesimo, molti riti pagani vengono recepiti dalla nuova religione. La stessa festività pasquale, d’altro canto, risente di lontani influssi: cade, infatti, tra il 25 marzo e il 25 aprile, ovvero nella prima domenica successiva al plenilunio che segue l’eqinozio di primavera. La Pasqua, insomma, si festeggia proprio nel giorno in cui si compie il passaggio dalla stagione del riposo dei campi a quella della nuova semina e quindi della nuova vita per la natura.
Anche in occasione della Pasqua cristiana, dunque, è presente l’uovo, quale dono augurale, che ancora una volta è simbolo di rinascita, ma questa volta non della natura bensì dell’uomo stesso, della resurrezione di Cristo: il guscio è la tomba dalla quale Cristo uscì vivo.
Ed ecco infine, per i nostri lettori, una filastrocca tradizionale sul tema.
“Nell’uovo di Pasqua che mai ci sarà?
C’è forse nascosta la felicità?
Apritelo piano se no, la per là,
la dolce sorpresa scappare potrà”