Biblioteca

 

 

La biblioteca di Busseto

Posta in una dipendenza contigua al Palazzo del Monte di Pietà, la Biblioteca occupa su due piani un’arca tra le vie Biblioteca e Seletti, laterali della strada principale, conservando da oltre due secoli le sue eleganti strutture originarie. Generazioni e generazioni di studenti e di studiosi se ne sono serviti, e tra essi il giovane Verdi che la frequentò al tempo in cui ne era bibliotecario il canonico don Pietro Seletti, suo insegnante di umanità e retorica.

Un poco di storia per spiegare origini e vicende.
Nel 1768 il duca don Ferdinando di Borbone espelle i Gesuiti dal suo stato e ne confisca tutti i beni. La Compagnia di Gesù, che aveva, il monopolio dell’istruzione superiore nel ducato, possedeva in ogni suo collegio una fornita biblioteca. Così era nei collegi dì Busseto e Borgo San Donnino, che videro allora requisiti i loro libri per essere concentrati presso il bussetano Monte di Pietà. Da quell’anno il Monte si fece carico della gestione della Biblioteca, facendo costruire all’uopo eleganti e spaziosi nuovi ambienti.
Nel 1960 il Monte di Pietà si fuse con la Cassa di Risparmio di Parma e il nuovo riservò alla gestione della Biblioteca le cure più attente e generose, continuate anche dopo la fusione con la Cassa di Risparmio di Piacenza.
Se dall’origine la Biblioteca aveva una dotazione di 5000 volumi, ora questi sono oltre 35.000 e l’integrazione e l’aggiornamento sono costanti, così che il servizio reso alla popolazione della Bassa parmense e dei vicini comuni piacentini può considerarsi rilevante per efficienza e per completezza, nei limiti almeno della struttura.
Gli iscritti alla Biblioteca, e quindi al prestito dei libri, sono in media 800 all’anno, ma gli utenti sono molto più numerosi. Vengono concessi in prestito circa 9000 volumi ogni anno e tale numero è stabile da un decennio. I libri consultati in sede sono più numerosi, con la possibilità di usare sul luogo la fotocopiatrice. I cataloghi a schede permettono la ricerca per autori e per argomenti, compresi quelli dei 40 periodici al quali la Biblioteca è abbonata.
Otto sale e tre magazzini, allestiti via via negli anni, sono ormai al limite della capienza. Si accedeva per la graziosa scala settecentesca alla prima sala, che contiene nei severi scaffali gesuitici, dipinti a finto intarsio, la maggior parte del fondo librario antico, costituito fra l’altro da 20 incunaboli, cioè opere a stampa del XV secolo, e da 480 cinquecentine, un tesoro non indifferente per numero e rarità, cui si aggiungono diverse edizioni bodoniane, una nutrita sezione di opere di medicina e scienze naturali per lo più del Sei e Settecento e l’Encyclopedie di Diderot e d’Alembert.
L’aggiornamento si serve per gli ultimi tempi di un budget annuale di circa 30.000.000 di lire per soli acquisti.
Gli scaffali in noce intagliato della terza sala sono i più eleganti: risalgono agli anni Settanta del secolo scorso e per il loro disegno ci si avvalse degli stessi decoratori del teatro bussetano.

La quarta sala custodisce il fondo musicale manoscritto della Filarmonica Bussetana, la società di dilettanti cui Verdi prese parte da ragazzo e che diresse poi da maestro al suo ritorno da Milano: sono 702 brani inediti, la metà circa di Ferdinando Provesi, il primo insegnante di Verdi. Di recente lo studioso Dino Rizzo, vincitore del Premio Internazionale Rotary Club dell’Istituto di Studi Verdiani, vi ha individuato una ottantina di parti trascritte dalla mano di Verdi studente e, scoperta eccezionale, una Messa di Gloria composta da Verdi stesso tra il 1833 e il 1835, di cui si avevano solo confuse notizie in alcune biografie verdiane. Ma gli autografi di attinenza verdiana posseduti dalla Biblioteca sono anche altri: alcune sue lettere, i documenti relativi alla borsa di studio concessagli dal Monte, 101 lettere della consorte Giuseppina Strepponi al canonico don Giovanni Avanzi e 330 di Emanuele Muzio, l’unico allievo del Maestro.

Negli anni Settanta alla Biblioteca è pervenuto l’archivio della nobile famiglia Pallavicino, che tenne la signoria bussetana per tanti secoli, dono dei marchesi Pier Luigi e Gabriella. La consistenza e l’importanza del fondo documentarlo hanno permesso la pubblicazione, a cura della Biblioteca stessa, di numerosi volumi dedicati alla storia della famiglia e del territorio, divenuti riferimento insostituibile nella bibliografia non solo locale. Ma le pubblicazioni della Biblioteca sono state altre negli ultimi decenni, soprattutto di argomento verdiano: ricordiamo fra le più recenti la biografia di Emanuele Muzio, di Gaspare Nello Vetro, e la monografia sull’attività a cola di Verdi, di Francesco Cafasi.

Lunedì 8 gennaio 2018 la Biblioteca ha aperto al pubblico i nuovi ambienti dedicati alla narrativa, alla letteratura per l’infanzia, alla raccolta multimediale e ai periodici. Le sale del primo piano, parzialmente riallestite, restano riservate alla consultazione. Si ricorda agli utenti che il nuovo accesso alla Biblioteca è in via Roma, 38.

Giornate e orari di apertura al pubblico:
Dal Lunedì al Sabato: 15,30-18 Domenica chiuso.
Indirizzo: Via Roma, 38
43011 BUSSETO (PR)
Telefono 0524-92224
mail: biblioteca.busseto@fondazionecrp.it