Il cristo di don camillo: ecco il suo modello

 

 

 

avesani lo scolpì per il film

IL CRISTO DI DON CAMILLO
ECCO IL SUO MODELLO

è un’opera del Quattrocento che si trova nella collegiata busseto

A Brescello, su una delle piazze cinematografiche più famose al mondo, assieme a don Camillo e Peppone (in bronzo), al municipio e all’Ercole del Sansovino, si trova la parrocchiale di Santa Maria Nascente.

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Tutti sanno che in questa chiesa, sull’altare della prima cappella a sinistra, c’è il famoso Crocifisso dei film. Pochi sanno, però, che il Cristo di don Camillo si trova a Brescello dalla bellezza di 60 anni. Questa è la storia: i giovani dell’Azione Cattolica brescellese, nel 1956, richiesero in dono alla casa di produzione Cineriz il Crocifisso, con la mira di collocarlo nella parrocchiale del paese. Il desiderio venne esaudito e nel gennaio del 1957 Giannetto Bongiovanni scriveva sul Giornale d’Italia: «Qualche mese fa arrivava a Brescello da Roma una grossa cassetta che veniva portata in piazza davanti alla chiesa. Poco dopo si spargeva in tutto il borgo la notizia. “L’è rivè ‘l Crocifis ad don Camillo”».

Il famoso Cristo in legno di cirmolo, realizzato proprio a Brescello da Bruno Avesani, nella falegnameria di Ugo Zambini, avrebbe dovuto, secondo le richieste dei giovani di Azione Cattolica, essere posto sull’altare maggiore, ma il parroco don Dino Alberici non ritenne fosse il caso e lo collocò all’ingresso della chiesa. Praticamente da subito, come la notizia si sparse, moltissimi fedeli si recarono in chiesa a pregare il Cristo di don Camillo, sperando, magari, che ripetesse il miracolo (tutto cinematografico) di parlare. Allora gli unici scontenti dell’arrivo del Crocifisso furono gli attivisti del Pci, che però abbozzarono perché, in definitiva, anche la presenza di Gesù portava beneficio al paese. Nel 1993 le parti si invertono e l’allora sindaco pidiessino Ermes Coffrini, chiede al parroco don Giuliano Cugini il Crocifisso che, secondo il successore di Peppone, avrebbe trovato la giusta collocazione nel neonato Museo dedicato ai film. Ma il don Camillo dell’epoca fu irremovibile, dal momento che, anche se nato per il cinema: «Un Crocifisso è sempre tale; quindi la chiesa è il luogo naturale per custodirlo».

Ma quello che vedete nella foto è il vero Cristo di don Camillo: infatti è il Crocifisso del ‘400 che si trova sì nella prima cappella a sinistra, ma nella Collegiata di Busseto. Il fatto è che a questo Cristo si ispirò, dietro suggerimento di qualche amico, proprio Bruno Avesani, scultore del Crocifisso dei film.
Dopo Giovanni Faraboli, il Peppone di Fontanelle e don Lamberto Torricelli, il don Camillo di Marore, ecco il Crocifisso sull’altare di Busseto. Lo diceva Guareschi: «Non mi do arie da creatore: chi li ha creati è la Bassa». Ed è proprio così

 

Egidio Bandini (GdP 22/12/2017)