Guareschi censurato, Staino no

 

 

 

GUARESCHI VIENE CENSURATO
STAINO INVECE NO

È il 1967 e Giovannino Guareschi viene chiamato da Paolo De Sandre, direttore del settimanale “Vitt”, a collaborare con alcuni racconti e disegni. “Vitt” è nato da poco, come epigono ammodernato del famosissimo “Il Vittorioso”, settimanale per ragazzi voluto dall’Azione Cattolica negli anni ’30.

Guareschi scrive due raccontini, basati su un nuovo personaggio: Gibigì, un ragazzino avventuroso e dotato di notevole autostima, ma sostenuto da valori profondamente cattolici e da un alto senso del dovere e della morale.

Il protagonista dei racconti guareschiani, però, ha vita breve, perché già dopo il secondo racconto, come scrive Alberto Guareschi nel “Fogliaccio” n° 72, arriva la censura: Vittorio Bachelet, presidente dell’Azione Cattolica, considera un «infortunio» la pubblicazione del sottoprodotto narrativo di Guareschi, «evitabile con una moderata prudenza nella scelta dei collaboratori» e Flaminio Piccoli – vicesegretario politico della DC – scrive all’amministratore delegato, padre Caldiroli, dichiarandosi stupito che «piuttosto che utilizzare scrittori cattolici» si faccia ricorso alla collaborazione di «Giovanni Guareschi che ha più volte diffamato la Chiesa su “II Borghese”» e questi protesta con il direttore del settimanale «per la collaborazione di Guareschi veramente inopportuna».

Guareschi dunque, cattolico, credente, inventore del prete più famoso della letteratura italiana, non era adatto al settimanale di Azione Cattolica: Sergio Staino, invece, pare adattissimo al giornale della Cei “Avvenire”, che ospita ogni domenica una vignetta del disegnatore comunista (o post-comunista?), già presidente dell’Uarr (Unione atei agnostici razionalisti) e collaboratore del loro bimestrale “L’Ateo”, sulla cui ultima copertina campeggia una vignetta con Gesù Cristo che, sceso dalla Croce, se ne fugge sopra il titolo «Religioni a scuola: dentro o fuori?».

Evidentemente, nonostante le perplessità espresse addirittura da monsignor Galantino (sic!) nulla osta alla vignetta domenicale “Hello Jesus” di Staino che ha già definito Cristo il «primo dei socialisti». «Altri tempi, altra propaganda!» direbbe Peppone…