E Peppone (non andò) in America

 

 

 

Nel 1964 Guareschi, in una traccia del film «Il compagno don Camillo»
ipotizzò una trama che poi non venne realizzata

E Peppone (non andò) in America

Nella pellicola il viaggio negli States del duo viene solo fatto immaginare
Il compagno don Camillo Nella scena finale i due sono pronti a volare negli Usa.

Moltissimi di voi ricorderanno, anche perché immancabilmente, ad ogni stagione, viene riproposto dal le reti Mediaset, il film «Il compagno don Camillo»: ultimo della serie con Fernandel e Gino Cervi. Così tutti ricorderete la scena finale, con Peppone travestito da prete che s’imbarca clandestinamente verso gli Stati Uniti d’America, al seguito di don Camillo.

Ebbene, il 28 aprile del 1964, Giovannino Guareschi scriveva una «Traccia» per il film dove, in realty, l’avventura americana del pretone e del grosso sindaco di «Mondo piccolo» non era lasciata all’immaginazione degli spettatori, ma veniva raccontata nel film: Arriviamo rapidamente alla fine del soggiorno sovietico: «[…] Incontro col napoletano che fa la “permanente” alle ragazze sovietiche e gli fanno fare il giro dei vari kolkoz a pe-date nel sedere. Peppone – E di che ti preoccupi? L’URSS ha 80mila kolkoz! Napoletano – Il guaio è che io ho un sedere solo!
A questo punto va innestato un episodio nuovo: don Camillo usando il cognac che si è portato Peppone, riesce a fare ubriacare il compagno commissario accompagnatore Oregov e a fargli manifestare clamorosamente la sua immutata fede stalinista. I muri hanno orecchie e il compagno Oregov viene sostituito all’ultimo momento da altro commissario. Così don Camillo, servendosi dei documenti dell’espulso compagno Rondella, può imbarcare sull’aereo il napoletano del kolkoz e scaricarlo a Berlino Est dove lo lascia. Ma lo si ritroverà alla fine.
Ritorno alla base. Don Camillo rientra in sede e qui gli capitano le due ultime avventure collegate alla gita in URSS: a – capita in canonica, fingendosi un polacco che ha scelto la libertà il famoso napoletano del kolkoz. b – arrivano a sposarsi Scamoggia e Nadia. Qui termina il racconto dell’avventura russa. L’azione si sposta negli Stati Uniti. Don Camillo deve accompagnare un gruppetto di agricoltori cattolici negli Stati Uniti dove visiteranno una grande fattoria e saranno ospiti di agricoltori cattolici americani. Uno dei partecipanti alla gita emigra in Australia: al suo posto don Camillo si porta Peppone in USA.

Alla fattoria americana. La conduce un vecchio immigrato italiano che ha 10 figli, 5 nati in America. Storia semplice e patetica. Il vecchio è fermo all’Italia del 1919 non sa niente di quel che accade oggi in Italia (e i figli glielo tengono gelosamente nascosto) così, entrando nella casa colonica di quella modernissima fattoria, pare di entrare in un altro secolo. Finale. Don Camillo e Peppone sono andati a caccia assieme e ora stanno seduti per terra, in un macchione nei pressi del Po, a far merenda. Don Camillo – adesso che hai visto com’è la realtà in Oriente e in Occidente, perché non stracci la tua tessera? Peppone – E poi quale tessera dovrei prendere? Siate onesto, se ci riuscite. Don Camillo – Ci riesco: nessuna tessera. Peppone – E com’è possibile? Bisogna pur credere in qualcosa. Don Camillo – Basta credere in Dio. Peppone – Non basta. Bisogna anche credere negli uomini. Altrimenti sarebbero morti proprio per niente tutti i milioni di uomini che si sono sacrificati per migliorare le condizioni umane? Don Camillo (a sé) – Signore che cosa debbo rispondere a quest’uomo? Voce Cristo – Non so. Anche io ho creduto negli uomini e, per migliorare la loro condizione, ho voluto soffrire e morire come uomo. Don Camillo – Addio. Ognuno vada per la propria strada, compagno Sindaco. Peppone – Ognuno faccia la sua strada, compagno prete… Si alzano e se ne vanno, uno verso destra l’altro verso sinistra. Elicottero: panoramica dall’alto. Si vede che i due sentieri, a un certo punto, si riuniscono e don Camillo e Peppone proseguono verso il fiume, fianco a fianco.». Ecco qui il nuovo film, secondo Giovannino: Peppone e don Camillo di nuovo, inseparabilmente insieme. Anche dopo il viaggio in America. Manca solo una cosa, lo straordinario finale del film di Comencini, quando don Camillo, vedendo Peppone vestito da prete dice al Crocifisso appeso allo specchietto del pullman: «Avete visto, Gesù, che faccia da prete ha Peppone senza baffi?» La stessa faccia che Gino Cervi sfoggiò quando fece i primi provini, nei panni proprio di don Camillo. Ma questa è un’altra storia.

E. B.