Il piccolo mondo

 

 

Guareschi con i suoi romanzi prova a fermare l’inesorabile incedere del tempo, delineando in tal modo un vivido quadro dell’Italia postbellica. La campagna, il mondo rurale, luogo della sua infanzia, dei suoi ricordi fa da sfondo alle vicende del sindaco Peppone e del parroco suo rivale Don Camillo. Come Pasolini in Scritti Corsari, denuncerà con profondo rammarico, la guerra silenziosa mossa  ai piccoli centri rurali profetizzandone l’estinzione. L’Italia contadina trova in Guareschi la massima esaltazione; egli conscio del profondo mutamento in atto, non ha altro mezzo se non la scrittura per mostrare ed eternizzare un mondo che, pur subendo il fascino e la forza prepotente della città, trova la forza per mantenere intatta la sua identità

di Angelo De Sio – 27 maggio 2017

Quando per la prima volta il mondo si accorse di Giovannino Guareschi, si apprestava all’orizzonte il tramonto di un’era segnata dal sangue e della violenza e l’alba di una nuova, dai tratti più miti per quanto incerta apparisse, carica di fragili
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