Luce non spenta


 

 

 

Dopo la prigionia in campo di concentramento,
Giovannino riprese l’attività giornalistica con rinnovato vigore

luce non spenta dal lager

Internato per due anni dai nazisti, rimase ironico e pieno d’umanità

1479633042316-jpg-giovannino_guareschi

Correva Fanno 194.6 e Gio­vannino Guareschi, l’ex 1MI 6865, tornato a casa dopo due anni di soggior­no nelle «colonie polacche e tedesche del signor Biller», aveva un disperato bisogno di lavorare. Sic­come il suo lavoro era quello del gior­nalista, ecco le proposte inviate a ri­petizione all’Ai” per diverse tra­smissioni radiofoniche: novelle, addi­rittura una pièce gialla, ma anche no­tiziari, che anticipano in qualche mo­do quello stile guareschiano che ve­drà la luce, pochi mesi dopo, all’uscita del primo numero di Candido: «Gen­tili ascoltatrici, ecco un fatto che vi interesserà moltissimo: anche in Eu­ropa cominciano a nascere  figli ar­tificiali».

giovannino_guareschi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non c’è che dire: notizie del­l’altro ieri o, magari, anche di oggi o domani. Il tema della fecondazione assistita, che ha diviso e continua a dividere opinione pubblica, opinionisti e politici, era già oggetto della pen­na di Guareschi, quando le notizie correvano solo sulle pagine dei gior­nali. E proprio come farà sul Candi­do, Giovannino non si limita a ripor­tare la notizia tout-cour, ma com­menta, da par suo, il fatto interessan­tissimo dei «figli artificiali»: «Il bam­bino europeo in questione ha visto la luce a Tolone, e la stampa francese assicura che questo è il primo caso che si conosca di fecondazione arti­ficiale e ciò sarebbe in aperto contra­sto con la faccenda dei 9500 piccoli americani artificiali riferita poco fa- ad ogni modo poco importa, è po­sitivo che la scienza la quale ci ha da­to surrogato del caffè, del cuoio, della cioccolata, della gomma eccete­ra, è riuscita a darci anche il surro­gato dell’amore. Noi non entriamo in merita ai particolari tecnici della feconda: diciamo soltanto che questi esseri quali nascono eludendole sacrosante leggi della natura, questi fuorilegge della riproduzione, non potranno mai essere più cattivi degli nomini nati secondo i regolamenti naturali. E ciò è molto rassicurante». Ma per Giovannino, la natura non ha mancanze, risponde solo alla Divina Provvidenza, quindi non ha bisogno di «correttivi» umani. Cosi, ecco che a far da contraltare alla notizia dei bimbi artificiali, arriva un parto plu­rigemellare, avvenuto in Colombia.

guareschi-natale

«Sono venuti alla luce quasi sei vispi maschietti. Diciamo quasi in quanto, per un po’ di tempo i sanitari sono rimasti nel sospetto che un sesto bambino fosse in procinto divenire a tollerare agli altri cinque fratellini Mela cosa si è risolta in un falso allarme Ciò ha impedito che il record venisse battuto, però ciò non impedisce di allegarci con i due gio­vani sposi di Coculgi quali hanno di­mostrato che, per la faccenda dei bambini non c’è bisogno dell’inter­vento del progresso e che il vecchio sistema dà tuttora dei pregevolissimi risultati». Ma non dimentichiamoci che Giovannino è un meraviglioso cantastorie: «Passiamo ad un altro anomalia Fiori. I fiori sono un ar­gomento gradito alle donne, qui poi ne parliamo perché si tratta di Bori piovuti dal cielo e con fanale in bianca velo e tori d’arancio. Il fatto è ditela signorina francese Madeleine Debinois, arrivata nel Inghilterra, si ar­ruolò, divenne valente pilota e compi molti voli sulla Francia occupata a bordo di un aereo postale Ora, tutte levate che passava nel cielo del maggio bretone dove erano rifugiati i suoi genitori, non mancava mai di lanciare un immolino dí fiori al quale era legato un cartoncino recante il suo semplice nome Madeleine. Mai giunsero i fiori ai genitori: li raccolse invece on ufficiale inglese che viveva clandestinamente nel villaggio. E conservò quei fiori e., tornato in In­ghilterra, ricercò la misteriosa Madeleine. E, trovatala, se ne innamorò d’urgenza e la sposò rapidissimamente Non bombe, dagli apparecchi, ma roazzolini di fiori con biglietto da vi­sita delle aviatrici e, allarme delle ostatilproiinnatc, matrimonio ful­minante Questa è la guerra che preferiamo». Ed era appena finita, la guerra che, al contrario della ragazza francese, aveva fatto cadere sulle città grappoli di bombe anziché mazzi di fiori. Ma Guareschi aveva già danneggiato le distruzioni e l’odio, lui della guerra volen solo ornare la bella favola dell’aviatrice innamorata.