Affinità nella misericordia


 

 

 

BUSSETO CONVEGNO
NEL SANTUARIO DI MADONNA PRATI

Verdi e Guareschi: affinità ideali nella misericordia

La compassione di Giuseppe Verdi e la fede di Giovannino Guareschi: due espressioni per indicare un medesimo sentimento, quello della misericordia, che i due artisti della Bassa hanno elaborato – ciascuno a livello personale – e quindi interpretato nelle proprie opere.
Il tema della misericordia in Verdi e Guareschi è stato l’argomento del tradizionale convegno che si è tenuto nel santuario di Madonna Prati, in occasione della ricorrenza del Santissimo Nome di Maria.

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Il Cigno di Busseto
A fare gli onori di casa, il rettore del santuario di Madonna Prati, don Adriano Contestabili, che – dopo l’invocazione iniziale alla Madonna – ha parlato di Giuseppe Verdi. «La vita del Maestro di Busseto – come sottolineato dal sacerdote – fu segnata tanto profondamente dalle disgrazie familiari, che ad un certo punto della propria vita confessò di leggere tutti i giorni la Bibbia per capire dove si trovasse la misericordia di Dio. Il percorso di Giuseppe Verdi verso la fede fu lungo e articolato, supportato dalla vicinanza che sentiva nel profondo del suo cuore con la Madonna».
Il giornalista Vittorio Testa ha quindi parlato dell’«umanesimo verdiano»: «Il Cigno di Busseto è stato un maestro di quella compassione che scandaglia l’animo umano con atteggiamento consolatorio e di complicità. Verdi non fa mai sentire soli i protagonisti delle proprie opere, in loro c’è sempre una luce di speranza».

Il grande scrittore
Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione perla Sussidiarietà, e Michele Brambilla, direttore della «Gazzetta di Parma», hanno parlato della figura di Giovannino Guareschi. Vittadini ha delineato, in cinque passaggi, le caratteristiche della misericordia dello scrittore del «Mondo Piccolo»: «Per Guareschi, la misericordia è la fede, intesa come uno sguardo intenso sul dolore, e che fa sentire il male, portando al perdono e ad uno sguardo speciale verso il prossimo. La misericordia, per Guareschi, conduce a recuperare ogni speranza nei destini dell’uomo». Brambilla,m per la prima volta a Madonna Prati in veste di direttore del quotidiano, ha parlato degli articoli scritti da un giovane Guareschi proprio per il quotidiano parmigiano: «Guareschi ha scritto questi articoli parlando della gente comune di Parma, con uno stile ricercato e già da scrittore adulto, mostrando una ricerca di positività che è necessaria anche al giorno d’oggi».
Sulla ricerca di positività, tema che accomuna l’opera di Verdi e Guareschi, si è incentrato anche l’intervento finale del vescovo di Fidenza, Carlo Mazza. «È importante cogliere la speranza nel pessimismo, per trovare l’energia di cui abbiamo bisogno per poter guardare con serenità al futuro del mondo».

L’incontro, moderato da Egidio Bandini, ha visto la partecipazione del coro «San Donnino-Città di Fidenza», che ha presentato diversi brani dal repertorio verdiano: da «O Signore dal tetto natio» alla «Vergine degli Angeli» e al celeberrimo «Và, pensiero».