Tesori di carta


 

Permanente In esposizione capolavori di stampatori
del calibro di Manuzio, Bodoni, Jensom

Tesori di carta a Busseto

I libri della collezione Mingardi sono ora ospitati
nella biblioteca della Fondazione Cariparma

Volumi illustrati da grandi artisti tra i quali
Manet, Matisse, Picasso, Carrà, Manzù, Mattioli
La raccolta vanta 139 pezzi. Un patrimonio tra i più importanti d’Europa

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Olivre, raison ardente!»: l’epigrafe di Paul Eluard ben definisce la figura di un collezionista come Corrado Mingardi e le ragioni della sua collezione. Una storia lunga una vita, sfociata nella donazione della raccolta alla Fondazione Cariparma. Il preziosissimo corpus di «livres de peintre», composto di ben 139 opere, è, così, diventato patrimonio dell’istituzione, collocato presso la Biblioteca di Busseto, prossima a compiere i 250 anni di attività. Sono veri e propri «tesori di carta», quei libri, volumi, per lo più in edizione limitata, che al testo associano opere di grafica originali, appositamente realizzate dagli artisti, e che, in perfetta sinergia, uniscono l’estro di pittori, scultori, autori di testo, stampatori ed editori lungimiranti. Un’altra caratteristica di questa collezione tra le più importanti d’Europa è quella di essere aperta ai nuovi acquisti, a nuovi preziosi volumi di fronte ai quali Corrado Mingardi non si tira mai indietro, animato da quella «ragione ardente» che fa parte dell’uomo di libri, lettore onnivoro e appassionato raccoglitore.

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«La collezione – racconta il collezionista mentre sfoglia con ardore alcune pagine della sua straordinaria raccolta – è iniziata con Giambattista Bodoni, il sommo disegnatore e incisore di caratteri, il tipografo-editore che da Parma, nell’Europa dei Lumi e di Napoleone, diffuse opere, soprattutto i grandi classici, elegantissime per nitore di stampa, donando alla pagina tipografica una mirabile valenza estetica autonoma». Da Bodoni il passo fu breve e presto Mingardi cominciò a raccogliere volumi dei celebri stampatori del passato, da Jenson a Manuzio fino a Marcolini, Etienne, Baskerville, Ibarra, Didot e del tempo più recente, da Giovanni Mardesteig ad Alberto Tallone. Fu quando la collezione bodoniana confluì in quella di Franco Maria Ricci che avvenne una radicale inversione di marcia, rivolta alla ricerca di nuova bellezza. Arrivò così nella collezione il primo acquisto in «controtendenza» ovvero il celebre «Parallelement» di Verlaine, illustrato da Bonnard, che inaugurò le edizioni di Ambroise Vollard (Parigi 1900), volume dall’estrema libertà grafica, carico di rosee litografie. Inizia su questi presupposti unici una raccolta fatta di quantità e differenziata qualità, che varca il 2000 anche se il nucleo più rappresentativo, è quello dei libri importanti, i più riusciti, ) più famosi dell’École de Paris. Vastissimo l’elenco degli artisti dai grandi libri dell’Ottocento con Delacroix, Manet e Toulouse-Lautrec sino all’appassionato impegno dei grandi dell’Avanguardia nell’illustrazione del libro, proseguendo con il Satie e l’Apollinaire di Braque e il Jazz di Matisse, dove è il colore ad esser protagonista di immagini che lo stesso artista definì «cristallizzazioni di ricordi», per non dimenticare Picasso, Léger. Giacometti, Moore, Le Corbusier, ed ancora Andy Warhol e gli italiani De Pisis, Sironi, Campigli, Carrà, Manzù, Valentini e quasi l’intera produzione di Carlo Mattioli e la rara edizione originale impressa nel 1915 in 300 esemplari, con a perlina in collage e acquarello, di Ardego Soffici. La raccolta di Mingardi è già nota al pubblico, essendo stata esposta parzialmente a Reggio Emilia, Bari, Milano, Bologna, Carpi e, nel 2008, a Parma, a Palazzo Bossi Bocchi, sede di Fondazione Cariparma. Ma da allora, da quel 2008 molte cose sono cambiate. La curiosità porta a «scavare» nel tempo recente, fatto per il libro d’artista più di silenzi che di clamori.

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E allora perché non sfogliare le opere annuali dei Cento amici del libro che offrono autori contemporanei alcuni di estrema suggestione come i libri di Maria Luisa Spaziani e Gabriella Benedini, di Giorgio Caproni e Guido Strazza, di Gao Xingjian, tanto attuali quanto significativi di una strada, quella del libro d’artista, che incontra anche oggi passioni e dedizioni e quindi destinata a non scomparire. Ma quanto e con quale animo la donazione è nata e cresciuta, ha trovato collocazione ben precisa, solo il professore, può raccontarlo «La destinazione – spiega – presa per la custodia  presso la Biblioteca di Busseto di Fondazione Cariparma mi soddisfa grandemente perché ad essa sono legato con affetto sincero». La biblioteca è stata per quasi mezzo secolo la sua abitazione lavorativa e qui si sta lavorando per dar spazio ai «suoi» libri alcuni di grandi dimensioni. Saranno a disposizione del pubblico con le dovute cautele perché l’arte conservata nelle pagine scritte e dipinte, scritte ed incise, è «fragile», va guardata e consumata con pazienza trovando i significati della parola e dell’immagine.

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E dopo aver sfogliato tante pagine non rimane che chiarire l’ultimo dubbio ovvero perché proprio una collezione di libri d’artista e non la pittura tout court? la risposta è chiara quanto coinvolgente «Se ho privilegiato come collezionista il libro d’artista e non la pittura e la scultura che amo moltissimo, lo devo ad incontri con persone che mi hanno messo sulla via – spiega Mingardi -. Voglio ricordare almeno tre librai, Carlo Alberto Chiesa a Milano, Arturo Pregliasco a Torino, e Lucien Desalmand a Parigi guide ed amici. Circostanze che trovarono riscontro anche nella natura economica visto che i prezzi dei grandi autori che amo non sarebbero mai stati alla mia portata. con la consolazione che gli artisti da me scelti sono gli stessi grandi del mio tempo, da Picasso a Matisse da Braque a Giacometti. Per cui dico con ironia che possiedo una ricchissima Pinacoteca un museo di gran valore, che sta tutto in una sala, anzi in uno scaffale. In realtà non più ormai in uno solo». Rimane fuori per le dimensioni straordinarie il «Miserere» di Rouault. Il professore lo teneva a casa sotto al letto. Chissà ora dove troverà posto in biblioteca. Corrado Mingardi, direttore emerito della Biblioteca di Busseto della Fondazione Cariparma, lo scorso 5 maggio presso l’Università di Salamanca è stato tra i relatori alle Jornadas Bodonianas incentrate sulla figura di Gian Battista Bodoni tra l’Italia e la Spagna. Un convegno organizzato in suo onore come studioso e collezionista di Bodoni, nel corso del quale ha illustrato anche il corpus di 139 «livres de peintre» da lui donato alla Fondazione Cariparma per la biblioteca bussetana.

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