Busseto e il Tricolore

 

 

 

A BUSSETO IL PRIMO TRICOLORE
IN UN QUADRO

(con buona pace di Reggio Emilia)

A Pietro Balestra, sacerdote e pittore di Busseto del diciottesimo secolo,

B

è attribuito un quadro riscoperto in Liguria in cui ci sarebbe la prima apparizione del vessillo nazionale

A

E se Parma “scippasse” il tricolore a Reggio Emilia? La contesa sul primato del vessillo nazionale potrebbe spostarsi, ora, dal piano storico a quello artistico.
L’ipotesi è racchiusa in un quadro a lungo dimenticato e riscoperto da poco in Liguria. A darne notizia è Repubblica Genova
Un’ascensione – questo il tema del dipinto – attribuita a Pietro Balestra, sacerdote e artista attivo a Busseto nel diciottesimo secolo: vi morì nel 1789, all’alba della Rivoluzione Francese. L’olio su carta dell’inedito tricolore rappresenta una Madonna tra le nubi e ai suoi piedi un giovinetto in atteggiamento estatico con un inconfondibile vessillo verde-bianco-rosso. La datazione attribuita al dipinto, infatti, potrebbe anticipare la prima comparsa ufficiale del tricolore nel 1796, anno della deliberazione che decretò la nascita della Repubblica Cispadana comprendente i territori di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara. Data ufficiale della nascita della bandiera italiana.
L’opera di Balestra è stata acquistata ad un’asta genovese da un antiquario bresciano che la esporrà insieme ad altre opere della sua collezione nella mostra a soggetto religioso “Il tormento e l’estasi” visitabile a Onzo, nel Savonese, dal 23 marzo (Giovedì santo) al il 10 aprile 2016.
È proprio il curatore della mostra, Giuliano Arnaldi, artista ed esperto di arti primarie, nonché direttore generale della Fondazione Tribaleglobale, ad accennare all’ipotesi che, se le date non mentono, questa potrebbe essere la prima rappresentazione del tricolore in un dipinto. “Azzardo un’ipotesi: ne XXIX canto del Purgatorio Dante presenta le virtù teologali come tre donne vestite appunto di rosso, la Carità, bianco la Fede e verde, la Speranza – dice Arnaldi a Repubblica Genova – ed è poi Beatrice che rappresenta la Teologia a comparire vestita dei tre colori. Possibile che Balestra abbia voluto esprimere questo significato teologico; e cent’anni dopo la prima apparizione del Tricolore a Reggio Emilia, nel 1877 Giosuè Carducci sottolineò proprio l’origine sacra del vessillo”.
Una interpretazione che, se avvalorata da pareri di esperti d’arte e ricercatori storici, potrebbe trasformare Busseto – già paese natale di Giuseppe Verdi –  nella…”capitale” del Tricolore.
Negli anni si sono “confrontate” su tutto, dalla stazione Mediopadana ai primati sportivi, ora Parma e Reggio Emilia potrebbero dunque scrivere un nuovo capitolo della loro secolare rivalità per colpa della bandiera italiana.