Ultima serie


 

 

Mondo piccolo Nel ’70 ispirò il film con Fernandel
interrotto per una malattia dell’attore.
Giallo sulla pellicola: dov’è finita?

GUARESCHI e l’ultima serie di racconti

Il primo uscì 50 anni fa su Oggi: “Don Camillo e la ragazza yé yé”

IMG_022Sul set Fortunato Arena (controfigura di Fernandel), Graziella Granata e Fernandel.

Il 2016 è anno di ricorrenze guareschiane: dei 70 anni compiuti da don Camillo e Peppone abbiamo già parlato, ma quest’anno ricorre anche mezzo secolo dalla pubblicazione dell’ultima serie di racconti dedicati al Mondo piccolo della bassa parmense. Sul settimanale Oggi, infatti, nel 1966 Guareschi firmava la prima puntata di «Don Camillo e la ragazza yé yé», destinata ad uscire in volume nel 1969, ad un anno dalla morte di Giovannino, con il titolo “Don Camillo e i giovani d’oggi”. Qualcuno ha scritto che il Guareschi degli ultimi anni appariva scettico, quasi indifferente a ciò che accadeva nel mondo, addirittura invelenito. Ma che Giovannino fosse quello di sempre, lo si capisce da questo memorabile dialogo del pretone della bassa con Gesù: «Signore» disse «Vi ringrazio d’aver portato la confusione e la discordia nel  campo del nemici di Dio». «Io non posso portare buio e discordia ma solo luce e pace» rispose il Cristo. «Don Camillo, anche il tuo nemico è il tuo prossimo e i dolori del tuo prossimo debbono essere i tuoi dolori». «Perdonate, Signore» replicò don Camillo «ma io non me la sento di rammaricarmi se Peppone ha un figlio capellone!». «Don Camillo» disse sorridendo il Cristo «non dimenticare che anche io, durante la mia breve vita terrena, ero un capellone». Una serie di racconti talmente indovinata ed attuale, che l’anno seguente la pubblicazione del volume venne deciso di ricavarne il sesto film: «Don Camillo et les contestataires»: si iniziò a girare a Brescello, ancora una volta con Fernandel nei panni del pretone e Gino Cervi in quelli del grosso sindaco di Mondo piccolo. Faceva un caldo infernale, quel luglio del 1970 e, purtroppo, Fernandel ebbe un grave malore, che lo costrinse a tornare precipitosamente in Francia. Da questo punto in avanti, le notizie sul film, rimasto incompiuto anche se quasi terminato, si fanno discordanti. L’ipotesi più plausibile, alla luce di notizie recentemente acquisite, vorrebbe che, dopo essersi curato in Francia, Fernandel telefonasse, nel gennaio del 1971, al regista Christian Jaque dicendogli di essersi ristabilito e di poter riprendere la lavorazione del film. Pare, però, che la produzione, saputo che all’attore era stato diagnosticato un tumore (Fernandel sarebbe morto nel febbraio del 1971), avesse provveduto a comunicare all’assicurazione (Lloyds di Londra) l’impossibilità di terminare le riprese, riscuotendo la liquidazione del rischio e pagando le spese fino ad allora sostenute. Così, il film non venne mai finito, ma fu girato ex novo nel 1972, a San Secondo Parmense e con lo stesso titolo del libro: «Don Camillo e i giovani d’oggi». A vestire i panni di don Camillo venne chiamato Gastone Moschin e il grande attore teatrale inglese Lionel Stander indossò quelli di Peppone. Inutile dire che il successo fu ben lontano da quello della coppia Cervi-Fernandel. Particolare curioso è anche quello legato allo stesso volume di racconti: la prima i pubblicata da Rizzoli scaletta predisposta tagliando e modificando il testo ed escludendo il racconto “Don Chichì procede come un panzer” Solo nell’edizione del 1996 (altro anniversario…) il volume riebbe il titolo voluto da Giovannino, «Don Camillo e don Chichì» e fu risarcita del testo originale. Ma, se il libro è tornato alla versione totalmente guareschiana per il film rimane un quesito: che fine ha fatto la pellicola girata nel 1970? pare che una copia sia andata distrutta nell’incendio che divorò i magazzini della Rizzoli il 2 ottobre 1985. Ma il negativo del girato dovrebbe essere depositato alla Cineteca Nazionale, atto indispensabile per ottenere i contributi statali. Chissà che presto o tardi non lo si ritrovi. Oggi, che con i computer fanno quasi dei miracoli si potrebbe terminare il sesto film della serie con Fernandel e Gino Cervi, tra l’altro, il primo girato a colori. Indubbiamente, anche oggi, a cinquant’anni dalla pubblicazione dei racconti e a 46 dal primo colpo di manovella, avrebbe un successo straordinario

Egidio Bandini