Museo vivente


 

 

 

LO STRAORDINARIO MONDO PICCOLO DI VERDI E GUARESCHI

MUSEO VIVENTE, DA BUSSETO A BRESCELLO

 Un itinerario ricco di magia e di fascino, di memoria e di suggestioni. Un percorso dove hanno vissuto due tra i più grandi italiani di sempre: Giuseppe Verdi e Giovannino Guareschi. Per portarsi sulle loro tracce sarebbe sufficiente un punto qualsiasi, preso a caso, di quella magica terra dove sono nati, hanno vissuto e lavorato. E’ sufficiente fermarsi ad osservare il paesaggio, cogliendone le atmosfere e i colori, le strade e le carraie, i campanili e le case rurali, le piazze, gli argini e i pioppeti, respirando l’aria che loro hanno respirato.
Non importa in quale stagione: se in estate quando il sole picchia sulla testa più di un macigno o se in inverno quando la nebbia ovatta il paesaggio «nascondendo» anche ciò che si trova appena oltre il proprio naso. Considerata elemento essenziale per la migliore stagionatura dei prodotti, a partire da «Sua maestà» il culatello, che rendono la cucina delle terre di Verdi e Guareschi famosa in tutto il mondo. Siamo nel «Mondo piccolo», come lo chiamava il celebre «papà» di Peppone e Don Camillo. Un percorso dove spesso e volentieri le memorie verdiane e guareschiane si incrociano. Che non può che partire da Roncole Verdi, patria di questi due grandi italiani. Nel centro della frazione spicca la casa in cui il maestro Verdi il 10 ottobre 1813 ebbe i natali (da un anno sede tra l’altro di un interessante museo multimediale). Poco lontano il cimitero, dove riposa, appena oltre l’entrata, Giovannino Guareschi. A Roncole c’è anche la sede del Club dei Ventitré, della mostra antologica permanente e del ricco archivio dedicato a Guareschi. Ad una manciata di chilometri, in mezzo alla campagna, una vera e propria perla, il santuario di Madonna Prati, che ha avuto tra i ci ini pellegrini più insigni, e assidui proprio Verdi e Guareschi. Spostandosi nel capoluogo di Busseto l’itinerario si fa tutto verdiano, con il teatro dedicato al Cigno, Casa Barezzi con l’annesso museo verdiano e la vicina chiesa della Santissima Trinità (luogo delle prime nozze del maestro). Appena fuori dal centro storico ecco il Museo Nazionale Giuseppe Verdi, ricavato nella sontuosa Villa Pallavicino, «affiancato» dal nuovo Museo  Renata Tebaldi. Lasciato Busseto e spostandosi a Sant’Agata, non può mancare la visita a Villa Verdi con lo splendido parco. L’itinerario prosegue tra Polesine e Zibello, borghi bagnati dal Po, luoghi di ispirazione guareschiana. Del resto lo scrittore italiano più tradotto al mondo ha avuto i natali (1908) a pochi chilometri di distanza, a Fontanelle di Roccabianca dove ancora oggi si trova la casa natale e dove è  possibile ammirare, nell’ex scuola elementare, il museo «Il Mondo Piccolo». Il museo racconta, attraverso le biografie dello stesso Guareschi e di Giovanni Faraboli, fondatore del movimento cooperativo riformista, le vicende storiche e sociali della pianura parmense della fine dell’Ottocento fino agli anni sessanta del Novecento. Nella vicina Diolo di Soragna, nel caratteristico campanile che svetta in mezzo alla campagna, un altro luogo da non perdere è il Museo del Boscaccio realizzato dal celebre sosia di Guareschi, Cesare Bertozzi. Fatte quindi le «dovute» soste ai castelli di Roccabianca, Soragna e San Secondo, superati i centri di Sissa Trecasali e Tortile (da consigliare una visita all’Oasi Lipu per gli amanti della natura), a Colorno la magnifica Reggia col Parco Ducale, la chiesa di San Liborio e il Duomo di Santa Margherita sono altre tappe d’obbligo prima di spostarsi ancora più ad Est, a Coenzo, dove di fronte alla chiesa spicca il primo monumento al mondo realizzato in ferro battuto dei due principali personaggi guareschiani, Don Camillo e Peppone. E’ il «preambolo» della ormai imminente Brescello, il luogo scelto dal regista Duvivier per girare l’immortale serie cinematografica dedicata ai due «amici-nemici» usciti dalla penna di Guareschi. Tra le vie, la piazza, la chiesa e i portici sembra ancora di sentirli litigare e discutere. Ancora oggi il paese si presenta come un set cinematografico all’aperto, dove tutto parla di loro, dal Museo di Peppone e Don Camillo con l’annesso carro armato (in ricordo del film «Don Camillo e l’Onorevole Peppone») al Museo «Brescello e Guareschi, il territorio e il cinema» per proseguire con la grande piazza Matteotti (statue di Don Camillo e Peppone), la chiesa che custodisce il celebre Crocifisso «Parlante», la Casa di Peppone e la campana del Popolo.
P.P.