Io e Verdi

 

 

 

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Ricostruendo i diari di Giuseppina Strepponi (Lodi, 8 settembre 1815 – Sant’Agata di Villanova sull’Arda, 14 novembre 1897), celebre soprano interprete di Rossini, Bellini, Donizetti e Verdi, del quale ultimo diventerà la seconda moglie, l’Autrice disegna, in forma autobiografica, aspetti inediti delle alterne vicende della protagonista: giovinetta precocemente orfana del padre Feliciano Strepponi, musicista e compositore di qualche talento, giovane studentessa di grande volontà e carattere, soprano di notevoli qualità canore, che raggiunge l’acme del successo nella difficile Italia preunitaria. L’incontro con il giovane ed allora sconosciuto compositore, Giuseppe Verdi – avvenuto quando le sue doti di cantante iniziavano ad abbandonarla – costituirà una svolta radicale nella sua vita. I diari svolgono la narrazione fra il 1832 ed il 1897, attraversando tutto il periodo risorgimentale, dai primi moti patriottici alle guerre d’Indipendenza, alle figure immortali di Mazzini, Cavour, Garibaldi, alla Repubblica Romana del 1848-49, all’impresa Garibaldina, alla Breccia di Porta Pia. La Peppina dà conto con tutta la sua passione delle sue proprie vicende umane, familiari e professionali nel complesso e affascinante mondo del melodramma, e nel clima dell’Unificazione della Patria.
Un elemento di peculiarità dell’impianto narrativo è la visione in filigrana della figura di Verdi, attraverso gli occhi della Strepponi – chiamato per cognome o con vari nomignoli, a seconda dei contesti e degli umori, ora Mago ora Orso o Livello o Pasticcio – e del ricco e multiforme mondo verdiano: dal profondo del suo vissuto più intimo alla nutrita schiera di figure che gli ruotarono intorno e di luoghi ove l’arte sublime del Maestro raggiunse l’apogeo.
E’ opportuno citare l’editore-mentore Ricordi, i diversi poeti librettisti fra cui il fraterno amico Francesco Maria Piave, i direttori tra i quali spicca la controversa figura di Angelo Mariani, la soprano e antagonista nel cuore di Verdi, Teresa Stolz, che nelle sue dinamiche relazionali con Verdi, la Strepponi e Mariani, suscita di volta in volta oceani di passione e dolore; i luoghi: dal Regio di Parma, al Teatro alla Scala di Milano, all’Apollo – e al Costanzi di Roma, al San Carlo di Napoli, all’Opéra di Parigi.

Matteo Maria Maglia

Caterina Renna è nata e vive a Roma.
Laureata in lettere italiane, con una tesi in critica letteraria sul giallista Augusto De Angelis, giornalista professionista, ha collaborato con quotidiani e periodici anche online, quali Il Tempo, La dolce vita e Arcoiris Tv, occupandosi di teatro e musica classica ed operistica nelle pagine culturali e degli spettacoli. Ha pubblicato con altri Editori vari racconti e un romanzo poliziesco ambientato a Roma. Le è stata riconosciuta una menzione nel Premio “Orme gialle” di Pontedera, nel dicembre 2003. E’ appassionata di pasticceria e letteratura poliziesca; coltiva i seguenti hobby: passeggiate in montagna, jogging nei parchi; teatro, cinema, opera lirica.

In copertina: Francesco Mazzola d. il Parmigianino (Parma 1503 – Casalmaggiore 1540). Ritratto di giovane donna (La schiava turca), part. 1533 ca. Olio su tavola, cm. 68 x 53.

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