Il crocifisso e la piena


 

 

la cerimonia con un centinaio di persone, fotografi e cameramen

IL CRISTO DI DON CAMILLO PER «BLOCCARE» LA PIENA

A Brescello II Crocifisso parlante portato sulle rive del Po

Il parroco don Evandro: «Il fiume va rispettato e non solo sfruttato»

 Come nei film di don Camillo e Peppone. Il crocifisso parlante che viene portato in processione dal don Camillo di oggi – il parroco di Brescello don Evandro Gherardi – sino al Po per una benedizione con la quale fermare l’ondata di piena e pregare anche per gli alluvionati del Parmense.
Sembra un film, ma non lo è. Non solo perché al contrario delle scene in bianco e nero sindaco di oggi, Marcello Coffrini, è al fianco del parroco, ma perché l’acqua del Po è lì che scorre, veramente minacciosa, a poche centinaia di metri dal centro del paese.
«Chiediamo la protezione di Dio – spiega don Evandro prima di dare inizio alla processione -. Preghiamo per le persone scomparse negli ultimi giorni a causa degli eventi calamitosi in tutt’Italia, ma anche per coloro che in queste ore, anche nel Parmense, hanno avuto la loro casa allagata. La processione – aggiunge non è solo un evento mediatico, anzi vuole anche essere un momento di riflessione sotto il profilo della tutela ambientale del Grande Fiume. Il Po va rispettato e non solo sfruttato per ragioni economiche».
Quando don Evandro esce dalla chiesa con lui c’è almeno un centinaio di persone e tantissimi fotografi e cameramen di media nazionali.

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La processione procede lenta sino a raggiungere il corso del fiume. Lì don Evandro appoggia il crocifisso nell’acqua ed ha inizio un momento di preghiera. La folla circonda il parroco e segue silenziosa. Poi il ritorno in chiesa per continuare una giornata dedicata alla preghiera. Una giornata che di certo non sarà dimenticata dai brescellesi.
«E’ stato un bel momento di solidarietà» commenta Lucia. «Sembrava di essere in un film aggiunge Irma Davolio -. Il peggio sembra ormai essere passato e pare che il fiume abbia iniziato la fase di calo».
«Quello di don Evandro è stato un bel gesto, molto significativo – sostiene Ippolito Sofo -. E’ una processione che ricorderemo per sempre».
Quasi incredula Filippa Randazzo arrivata da Palermo per trascorrere alcuni giorni a casa della figlia a Boretto. «Ho vissuto con apprensione il passaggio della piena – racconta -. Non mi era mai capitato di assistere a qualcosa di simile».
«E’ stata una cerimonia dall’alto valore simbolico» sostengono Maurizio Fava e Gabriele Dall’Asta mentre Antonio Artoni, Annarosa Moretto e Rossana Carpi hanno parlato di una «processione suggestiva e toccante. Da credenti possiamo dire che una celebrazione così fa bene a tutti ed aiuta ad unire il paese».
Notizie rassicuranti sono arrivate dal sindaco Coffrini. «Il peggio è ormai passato – le parole del primo cittadino -. E’ stato raggiunto il colmo. Anche a Brescello dobbiamo fare i conti con una piena un po’ lunga, ma senza allagamenti nell’area golenale di Ghiarole dalla quale sono state fatte evacuare nei giorni scorsi 235 persone di cui 70 a carico dell’amministrazione comunale, mentre i restanti hanno trovato ospitalità da amici e parenti. Il franco dell’argine è buono rispetto al massimo della piena e non ci sono stati fenomeni di infiltrazioni o fontanazzi. Per cui pensiamo di poter tornare presto alla normalità».

Cristian Calestani

 

LA SAGA DI GUARESCHI
Come Don Camillo nel film del 1953
La processione con il Cristo parlante è un episodio diventato celebre nel 1953 grazie al secondo film tratto dai romanzi di Guareschi «Il ritorno di Don Camillo». La processione fa riferimento a una tradizione brescellese, cioè la benedizione del Po per chiedere protezione al fiume e alla natura. Una tradizione che ovviamente deriva dall’economia contadina di quei tempi. La processione, nel film, voleva proteggere il paese da una possibile alluvione che si era verificata nel 1951.


One thought on “Il crocifisso e la piena

  1. Che bello!! Sarà contento Giovannino vedendo che quella processione è stata fatta nuovamente oggi.

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