Argomento sconcio


 

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L’ARGOMENTO SCONCIO
FECE SCALPORE AL DEBUTTO NEL 1853

 II debutto di «Traviata» alla Fenice di Venezia, la sera del 6 marzo 1853, registrò un «fiasco» clamoroso, come lo stesso Verdi si espresse; anche se a determinare l’insuccesso fu probabilmente la discontinuità del cast, il motivo temuto da Verdi era l’eccezionalità della proposta, non il solito libretto storicizzato, dove sentimenti e passioni risultavano decantate e filtrate dal tempo, bensì una vicenda di cronaca, datata appena tredici anni prima, come segnala la didascalia che indica lo svolgimento a «Parigi e sue vicinanze, nel 1850 circa».
Inoltre si trattava di un soggetto «sconcio e immorale», come segnalò Abramo Basevi, che dovette sconcertare non poco un pubblico solitamente rassicurato dal filtro della distanza epica. E in tal senso è avvenuto pure che proprio tale «novità» di «Traviata» abbia falsato la stessa visione dell’opera, fino a far scorgere in essa una geniale premonizione della svolta verista. Un azzardo senza dubbio indebito, come ha potuto dimostrare la ricca vicenda critica diramatasi attorno ad essa e che ha invece svelato la sicura logica drammaturgica che governa questo capolavoro; individuando la profonda coerenza che ha guidato il lavoro creativo del compositore verso un possesso sempre più interiorizzato del personaggio. E la «Traviata», pur attraverso una situazione «librettistica» non poco provocante, consente di osservare il graduale plasmarsi di una lingua musicale nuova, intesa come tramite più duttile a registrare una complessità psicologica quanto mai sottile. Alcune tappe di avvicinamento, se si consideri la partenza così vibrata e folgorante di un «Ernani», sembrano sempre più indicative: soprattutto quella «Luisa Miller» che già nel marcato trascolorare stilistico che investe i tre atti in un crescendo qualitativo non poco impressionante, sembra già far sentire non troppo lontana l’apparizione di Violetta; addirittura con certi lancinanti presentimenti, segnali ancor meno che tematici con cui Verdi incrocia, con straordinario intuito, il quadro drammaturgico, come quel singhiozzo del clarinetto che sgorga, in entrambe le partiture, dalla situazione rivelatrice e dolente della scrittura della lettera.
Ma si tratta pur sempre di un presentimento inteso per via musicale; come Verdi, fino al termine del suo lungo percorso, saprà immaginare, mai perdendo di vista la misura di una forma che funzionerà sempre come anima segreta, vibrante, anche quando le apparenze sembreranno occultarla, magari sotto i preziosi smalti armonici e timbrici di «Otello». Questa misura si articola, a volte impennandosi anche, mobilissima e stringente, in «Traviata», fissandone i giunti nodali, definendo un’architettura drammatica che se non ha più l’evidenza primaria, rudemente stagliata, gli aggetti spigolosi della prima maniera, aggruma con essenzialità portante, nella iperbolica forza di trasfigurazione, i motivi nuovi colti dall’occhio del musicista: quel mondo svelatogli da Dumas, che è, in fondo, quello che anche lui conosceva più direttamente, un mondo che mai rimane pittura di contorno, tratteggio di ambiente soltanto, né si stinge come semplice nota naturalistica, masi fa attivo termine di confronto con il bruciante itinerario della protagonista la cui disperante fatuità diviene, grazie a questo segno conciso, a questo scavo nell’intimità, un marchio straziante, e al tempo stesso un’impronta simbolica, duratura.

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Gli interpreti e gli artisti coinvolti nella prima del 1853 furono i seguenti:
Personaggio                                              Interprete
Violetta                                                       Fanny Salvini Donatelli
Alfredo Germont                                       Lodovico Graziani
Giorgio Germont                                        Felice Varesi
Flora Bervoix                                              Speranza Giuseppini
Annina                                                         Carlotta Berini
Gastone                                                       Angelo Zuliani
Douphol                                                       Francesco Dragone
Marchese d’Obigny                                   Arnaldo Silvestri
Dottor Grenvil                                            Andrea Bellini
Giuseppe                                                     Giuseppe Borsato
Domestico di Flora                                    Giuseppe Tona
Commissionario                                         Antonio Manzini
Scene                                                           Giuseppe Bertoja
Maestro al cembalo                                 Giuseppe Verdi (per tre recite)
Primo violino e direttore d’orchestra        Gaetano Mares

 


 

 

One thought on “Argomento sconcio

  1. Molto interessante. In effetti dal 1853 ad oggi sono passati tanti anni, tanto che adesso nessuno penserebbe a un… “argomento sconcio”

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